Domenica, 18 Gennaio 2026

UNDER 15 - Partita bella e combattuta fino all’ultimo. I gol arrivano tutti nella ripresa: va in vantaggio la squadra di casa, che però paga dei clamorosi errori difensivi. Datcu pareggia, poi Lambiase firma la rete che vale la medaglia d’oro


AUTOVIP SAN MAURO-SAN MAURIZIO 1-2
RETI: st 1’ Iannone (A), 5’ Datcu (SM), 13’ Lambiase (SM),
AUTOVIP SAN MAURO (4-3-3): Carbonaro (st 1’ Marigo); Vargiu, Procopio, Gallo (st 7’ Mignarri), Gerardi; Iannone, Varetto, Maffei (st 1’ Molinero); Serio (st 15’ Bruna), Stella (st 1’ Persichilli), Mortari. A disp. Trovato. All. Danilo Rossi.
SAN MAURIZIO (4-3-1-2): Agavriloaei, Tricarico (st 15’ Boussairi), Casella, Spezzano, Prago; Boschetto, Cassibba (st 1’ Braghini), Kassimi; Maselli; Tapparo (st 5’ Lambiase), Datcu (st 22’ Galantucci). A disp. Civitico, Maselli, Pizzo, Renaldin. All. Giuseppe Viesti.
NOTE: ammoniti st 21’ Mignarri (A) e Boussairi (SM), st 27’ Braghini (SM).

La finale inizia con grande intensità, la voglia di prevalere di entrambe le squadre si traduce in grande corsa e contrasti decisi. L’Autovip San Mauro, schierato con un 4-3-3 molto propositivo, prova subito a imporre il proprio gioco, ma la resistenza del San Maurizio è tutt’altro che passiva. La prima occasione è per la squadra di casa al 7’, con un’azione tambureggiante portata avanti da Mortari, sul cui traversone dalla sinistra si scatena una mischia, che il coraggio del portiere Agavriloaei e il tempismo dei difensori riesce a respingere. Al 12’ Stella ci prova di testa su calcio d’angolo, ma non trova l’impatto giusto con il pallone. La prima conclusione nello specchio della porta, però, è del San Maurizio, con la bellissima girata volante di Spezzano al 20’. Bello il tiro, bella la parata in tuffo del portiere Carbonaro. Brividi per il San Mauro in chiusura di frazione, con il malinteso tra Procopio e Carbonaro che apre la porta a Datcu, che non riesce a calciare in modo efficace da posizione molto defilata. Tempo di un paio di capovolgimenti di fronte e l’incomprensione nella difesa sanmaurese si ripete, stavolta con il retropassaggio di Gallo che regala un calcio d’angolo - poi infruttuoso - agli avversari. C’è ancora tempo per un tiro dalla distanza di Maffei, poi il primo tempo si chiude così, con tante emozioni e nessun gol.

Ancora emozioni e tanti gol nella ripresa, che si apre con il gol del vantaggio dell’Autovip San Mauro: Iannone si destreggia al limite dell’area e calcia in modo perfetto, la palla bacia il palo e si insacca. Non poteva iniziare meglio la squadra di Danilo Rossi, orfana del suo centravanti Yuri Stella, andato al pronto soccorso con un braccio - forse - rotto: auguri. L’entusiasmo della tribuna del parco Einaudi dura però solo 5 minuti, perché l’ennesima incomprensione difensiva tra i due centrali e il portiere - la prendo io, la prendi tu, non la prende nessuno - regala palla a Datcu, che stavolta ne approfitta e pareggia. Il San Mauro non si scoraggia, ci prova di testa Persichilli ma Agavriloaei respinge in angolo. La difesa di casa, però, continua a ballare: al 13’ Gerardi (tra i migliori dei suoi, con una spinta impressionante sulla sinistra) buca un rinvio e regala una grande occasione a Braghin, ben chiuso da Marigo in uscita bassa. È il preludio al gol del vantaggio del San Maurizio, che arriva al 17’: una palla sporca mette in difficoltà la difesa di casa, Lambiase vince un duello di forza e si presenta davanti al portiere, poi è molto bravo a piazzarla nell’angolino basso. L’Autovip San Mauro si butta all’attacco a testa bassa e riesce a costruire una palla-gol clamorosa, ancora con Iannone: il mediano calcia ancora dal limite dell’area dopo una ribattuta, ma stavolta la sua conclusione accarezza il palo e finisce fuori. Qui si spengono le speranze di pareggio, e il San Maurizio può festeggiare una vittoria, tutto sommato, meritata.

PREMI SPECIALI

Miglior portiere Paolo Sacchetti - Academy Vanchiglia
Miglior difensore Dylan Sculco - Olympic Collegno
Miglior centrocampista Emanuele Iannone - San mauro
Miglior attaccante Matteo Datcu - San Maurizio
Miglior giocatore Lorenzo Lambiase - San Maurizio

UNDER 15 - L’Academy Vanchiglia tiene botta per un quarto d’ora, poi arriva la doppietta del centravanti in un minuto e non c’è più storia. La punizione da distanza siderale di Sculco fissa il 3-0 finale, che consegna la medaglia di bronzo alla squadra di Cristian Ossati


OLYMPIC COLLEGNO-ACADEMY VANCHIGLIA 3-0
RETI: pt 14’ e 15’ La Barbera (O), st 1’ Sculco
OLYMPIC COLLEGNO (4-1-4-1): Barone (st 1’ Della Selva); Berlino, Camposeo (st 1’ Mori), Sculco, Mazza; Gambino; Marrazzo (st 1’ Sannino), Gabrielli, Barba (st 1’ Ricci), Lestino (st 1’ Fatihalli); La Barbera. All. Cristian Ossati.
ACADEMY VANCHIGLIA (4-3-3): Weber (st 1’ Sacchetti); Morgante, Conte (st 2’ Gardinghi), D’Anna, Gjata; Di Maria (st 6’ Zahimi), Lamanna, Agnello (st 1’ Missaoui); Latif, Monday (st 6’ Laabouli), Balducc (st 6’ Grillo). All. Matteo Trombin.

Inizia subito forte l’Olympic Collegno, che dopo un minuto si rende pericoloso su azione d’angolo: il colpo di testa di Gabrielli assume una parabola a palombella che taglia fuori il portiere, ma non Conte ben piazzato sulla linea. La risposta dell’Academy Vanchiglia non tarda ad arrivare: al 6’ Latif rientra bene sul sinistro e calcia secco, ma Barone ci mette i guantoni. La partita è scoppiettante, le due squadre vogliono vincere senza fare troppi calcoli. L’esterno orange Marrazzo recupera palla su un disimpegno pigro, ma il suo diagonale finisce a lato.

L’equilibrio si sblocca al quarto d’ora, quando La Barbera trasforma una palla innocua nel vantaggio dell’Olympic: il centravanti si inventa un tiro dal vertice destro dell’area che si infila sotto l’incrocio più lontano. Il gol esalta La Barbera, che un minuto dopo trova anche il raddoppio, stavolta con un sinistro dal limite, dopo un dribbling per liberarsi lo spazio, che si insacca sotto la traversa, non lasciando scampo al portiere Weber. La reazione del Vanchiglia è tutta in un calcio di punizione di Agnello, ben calciato ma impreciso, mentre sono ancora i collegnesi a rendersi pericolosi in contropiede: il solito La Barbera lancia Lestino, ma stavolta Weber dice di no alla sua conclusione. Si va al riposo sul 2-0, con l’impressione netta che la partita abbia imboccato la direzione dell’Olympic Collegno.

La conferma ufficiale arriva in apertura di ripresa, quando il numero 5 orange, Sculco, calcia una punizione terrificante dalla linea laterale, all’altezza dalla trequarti di campo: la palla assume una parabola a spiovere che beffa il portiere e fissa il risultato sul 3-0. Il divario di risultato, e quello emerso in modo chiaro tra le due squadre, toglie significato al secondo tempo, con l’Olympic che si limita a controllare l’andamento della partita, senza strafare, e l’Academy Vanchiglia che ci mette l’orgoglio e non si scompone, pur senza riuscire a rendersi pericoloso. Ci sono ancora del tentativi di Sannino e Gabrielli per arrotondare ulteriormente il risultato, ma sarebbe stato eccessivo.

APPROFONDIMENTO - Giordano Piras ed Enzo Friso: “Formiamo giocatori, ma il primo passaggio è formare istruttori che siano in grado di insegnare la nostra metodologia di allenamento, che evolve insieme al cambiamento del calcio: pensare di avere un metodo definitivo sarebbe l'inizio della fine. Nei nostri corsi parliamo di tecnica individuale in funzione delle situazioni di gioco, scomposizione del gesto, correzione analitica e comportamento da tenere con ragazzi e famiglie”. Il prossimo appuntamento è fissato da giovedì 19 a sabato 21 marzo, 20 ore di corso tra aula e campo, presso il Musiné Sport Village di Pianezza


Senza un buon maestro, è difficile che l’allievo impari perfettamente la lezione. Un principio valido in ogni ambito, dalla scuola allo sport, che è al centro del progetto dell’Individual Soccer School. “La formazione è il cuore di tutto ciò che facciamo. Noi lavoriamo per formare giocatori in grado di primeggiare nel calcio moderno, ma il primo passaggio è formare istruttori che siano in grado di insegnare la nostra metodologia di allenamento”.

Giordano Piras ed Enzo Friso non hanno dubbi: all’ISS la competenza degli istruttori è la base su cui poggia l’intera struttura. Ogni allenatore ISS segue un percorso formativo interno, strutturato e personalizzato, ma aperto anche a tecnici provenienti da altre realtà calcistiche. “Un istruttore deve padroneggiare i gesti tecnici, deve essere in grado di mostrarli, scomporli e correggerli in modo analitico - spiegano - ma ciò che fa davvero la differenza è il modo in cui si relaziona con i ragazzi e con le famiglie”.

“Il calcio - continuano i due fondatori - è una materia in evoluzione: tematiche e metodologie, esercitazioni e focus devono evolversi di conseguenza”. È proprio questa attenzione all’aggiornamento continuo, alla curiosità e al miglioramento costante che rende l’Individual Soccer School una realtà unica nel panorama delle accademie di perfezionamento calcistico.

LA FORMAZIONE DEGLI ISTRUTTORI ISS

Attualmente, sono un centinaio gli istruttori che, a vario titolo, fanno parte della galassia Individual Soccer School, da chi lavora nel centro tecnico di Pianezza o nelle altre strutture sportive targate ISS in giro per l’Italia e per l’Europa, a chi partecipa a raduni e stage.

“Tutti i nostri istruttori - spiegano Piras e Friso - passano dal corso di formazione interno. Non esistono calendari rigidi: organizziamo percorsi individuali e su misura, attivati ogni volta che serve, per una o più persone. Altre volte, scegliamo noi le date e apriamo il corso anche a istruttori e allenatori che non collaborano con noi”. Il prossimo appuntamento è fissato da giovedì 19 a sabato 21 marzo, 20 ore di corso tra aula e campo, presso la sede centrale di Pianezza, presso il Musiné Sport Village in via dei Prati 16.

I TRE LIVELLI DEL PERCORSO FORMATIVO

Il primo livello prevede, come detto, 20 ore di lezione divise tra aula e campo, e si conclude con una prova pratica: l’istruttore deve progettare e condurre un allenamento individuale, presentandolo allo staff e mettendolo in atto sul terreno di gioco. Questo modulo è aperto anche ad allenatori esterni all’ISS.

Per entrare stabilmente nello staff, però, serve il secondo livello. “Nel primo corso - continuano i due docenti - forniamo le basi del nostro metodo e dell’insegnamento della tecnica individuale, sempre in funzione delle varie situazioni di gioco che una partita propone: sviluppo coordinativo, dominio palla, tecnica di base ed estrosa. È un arricchimento utile a chiunque lavori nel calcio. Nel secondo, invece, entriamo nel dettaglio: scomposizione del gesto, correzione analitica, postura, forza, velocità e, soprattutto, parliamo del comportamento che un istruttore ISS deve tenere con bambini e genitori”. A seguire inizia l’affiancamento sul campo: ore di lavoro insieme allo staff, fino a quando l’istruttore viene ritenuto pronto. Solo allora può iniziare il suo percorso operativo.

Il terzo livello è riservato a chi aspira a diventare responsabile di un punto ISS sul territorio nazionale o a guidare gruppi di lavoro, come avviene nei camp estivi. È un cammino lungo, che richiede anni di esperienza. “Per questo - concludono - in molti centri siamo ancora presenti direttamente, per garantire standard elevati. Ma devo dire che in tanti anni di lavoro sui campi siamo riusciti a costruire una squadra affidabile e di altissimo livello”.

FORMAZIONE CONTINUA

Con cadenza periodica, vengono organizzate riunioni tecniche di confronto, durante le quali si condividono idee e nuove proposte. “Pensare di avere un metodo definitivo sarebbe l’inizio della fine. Il calcio cambia, i ragazzi cambiano, cambiano i modi di insegnare. Per questo serve aggiornarsi costantemente, con curiosità e passione. Il nostro oggetto di studio è semplice e complesso allo stesso tempo: un pallone”.

CHI È L’ISTRUTTORE ISS

Quali sono le qualità richieste a un istruttore dell’Individual Soccer School? Aver giocato a calcio è fondamentale, indipendentemente dal livello, così come conoscere le dinamiche del campo e possedere solide competenze tecniche.

“Ma l’aspetto principale - sottolineano Giordano Piras ed Enzo Friso - è la capacità di relazionarsi correttamente con i ragazzi. Bisogna saper adattare linguaggio e atteggiamento all’età dell’allievo, cambiare approccio da un bambino del 2016, che gioca nei Pulcini, a un ragazzo del 2009, ultimo anno di settore giovanile. Servono intelligenza, sensibilità, capacità di leggere le situazioni”.

Grande attenzione viene data alla comunicazione, alla gestione dell’attenzione, al dosaggio delle correzioni e all’intensità del lavoro, nel contesto del rapporto maestro-allievo. Il nome o il passato da giocatore non bastano: l’istruttore deve essere davvero “a misura di bambino”.

CORSI PER LE SOCIETÀ

ISS si occupa anche della formazione degli istruttori delle società sportive. “Collaboriamo in due modi: a volte lavoriamo direttamente sul campo con i bambini, altre veniamo chiamati per formare gli allenatori delle società”. In questo caso vengono proposti percorsi strutturati: sei incontri da quattro ore ciascuno, divisi equamente tra campo e aula. Prima la pratica, con un istruttore che allena e uno che spiega, poi il confronto teorico per analizzare la seduta e rispondere alle domande.

I temi trattati riguardano sviluppo coordinativo, dominio palla, tecnica di base, cambi di direzione, tecnica estrosa e tattica individuale, sempre applicati al lavoro di gruppo ma con l’obiettivo della crescita del singolo giocatore.

GLI ISTRUTTORI NON SONO MAI ABBASTANZA

Il centinaio di istruttori che forma la squadra dell’Individual Soccer School sono tantissimi, ma non basta ma a soddisfare le richieste che arrivano dai singoli giocatori e dalle società. “Riceviamo più richieste di quante riusciamo a soddisfare - concludono Piras e Friso - perché vogliamo mantenere standard tecnici e umani molto elevati. Per questo c’è sempre bisogno di nuovi istruttori, purché condividano davvero la nostra filosofia”.

INTERVISTA - L’allenatore, che nella pausa invernale ha lasciato la guida della prima squadra, racconta il suo percorso nel mondo del calcio, dalla “mitica” Gabetto al decennio lucentino: “Una società che, prima di tutto, rispecchia la passione e l’entusiasmo di Paolo Pesce”


Dopo 11 anni - un tempo infinito nel mondo del calcio - si è interrotta la collaborazione tra il Lucento e Alessandro Pierro, che ormai era una vera e propria icona rossoblù, prima come allenatore, poi come responsabile del settore giovanile, in generale come “uomo di società” a 360 gradi.

Ale, raccontaci cosa è successo.
“Finita l’ultima giornata di campionato prima della sosta, ci siamo seduti a fare il punto della situazione. Da una parte ho qualche situazione personale e familiare da affrontare, dall’altro la stagione zoppicava a livello di risultati, per questo abbiamo deciso, di comune accordo, di interrompere la collaborazione. È stata una scelta fatta insieme a Paolo Pesce, dopo 11 anni ci siamo lasciati con rispetto, in piena amicizia. A volte, in giro, se ne parla male, ma io non posso che parlare bene del Lucento e delle persone del Lucento”.

Che cosa è, per te, il Lucento.
“È difficile da spiegare. Prima di tutto è passione. Quando sei lì, devi immergerti completamente nel Lucento, come fa chi lo gestisce in tutto e per tutto, Paolo Pesce. Per lui il Lucento è vita, non puoi che farti assorbire dalla sua passione, dal suo entusiasmo, dalla sua voglia di fare e di vincere. Pur non essendo più lì, per me il Lucento è casa, tutte le volte che passo al campo mi sento a casa mia”.

Dicevi che “a volte se ne parla male”. Secondo te, perché il Lucento viene visto come una società, diciamo così, poco ospitale?
“Quando ti appiccicano un’etichetta, giusta o sbagliata che sia, è difficile da togliere. In passato, ma parlo di 10-15 anni fa, qualche situazione eccessiva ci sarà anche stata, ma non è più così. Negli ultimi anni succedono casini dappertutto, invece di casini successi al Lucento non me ne ricordo”.

11 anni sono tanti. I ricordi più belli?
“Tanti, tantissimi. Il primo anno mi è rimasto particolarmente impresso, era la mia prima esperienza con una squadra davvero forte, i Giovanissimi 2000. Quell’anno abbiamo vinto il Caduti di Superga, che mancava da 37 anni. Ricordo che Carlo Pesce, persona splendida, mi chiese solo quello, di vincere il torneo di casa. E ricordo i suoi occhi quando lo abbiamo vinto davvero, come era contento. È stato emozionante anche il modo con cui abbiamo vinto: allora la finale si ripeteva, in caso di pareggio, per cui quella partita contro il Chisola di Elio Bert durò due giorni… bellissimo”.

Più di recente?
“La stagione con i 2007, categoria Allievi: siamo partiti con una squadra completamente ricostruita, su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo, e siamo arrivati fino alla finale regionale. La semifinale contro il Lascaris di Maurizio Cocino è stata pazzesca, abbiamo pareggiato al 97’ e vinto al 121’. Si giocava a Venaria, vedere la tribuna piena di gente del Lucento che esplode di gioia è stata una grande emozione. Quelli sono i momenti che ti ripagano di ogni sacrificio”.

E la delusione più grande?
“La finale di quell’anno, persa contro l’Alpignano di Andrea Bovolenta. Tutte le volte che entro in campo a Orbassano, me la rivedo…”

Al Lucento hai anche iniziato il percorso come responsabile del settore giovanile.
“Ho iniziato con un discorso più tecnico che organizzativo, anche perché - a parte la figura di Arturo Gallo - il Lucento ha sempre compensato l’assenza di un vero e proprio direttore sportivo con l’organizzazione, con allenatori bravi che facevano anche mercato. La mia era più che altro una gestione, facevo da trait d’union tra Paolo Pesce e gli allenatori. Ma ho sempre sentito il richiamo della panchina, e fare il direttore sportivo è molto più impegnativo che fare l’allenatore, ci devi essere sempre. Per questo ho fatto un passo indietro, e devo dire che Lorenzo Verduci se la sta cavando benissimo”.

Torniamo indietro nel tempo, perché il tuo percorso nel mondo del calcio inizia prima del Lucento, alla Gabetto.
“Ho iniziato ad allenare alla Gabetto prima al Certezza, a Grugliasco, e poi a Orbassano. C’erano Gianfranco Perla, Vincenzo Catera, Rosario Amendola, Omar Cerutti, Lorenzo De Simone, Pino Magnelli, erano tutti lì. Poi sono andato all’Atletico Mirafiori, l’anno dopo c’è stata la fusione ed è nato l’Atletico Gabetto, e ne ho ritrovati tanti. Sono stati anni eccezionali”.

Leonardo Michielon, Roberto Trinchero, Luciano Ferramosca, Luca Atzori - nella stagione al Chisola - e Paolo Pesce. Hai avuto tutti presidenti fuori dagli schemi, ognuno a modo suo. A parte Pesce, di cui abbiamo già parlato, una battuta sugli altri.
“Michelon è quello che conosco di più, io giocavo alla Gabetto insieme al figlio, ho tanti ricordi di gioventù legati a lui. A 18 anni gli ho chiesto di allenare e mi diede una squadretta di piccolini. Per me, Michielon rappresenta il passaggio da giocatore ad allenatore”.

Andiamo avanti con Trinchero.
“Ho lavorato con lui due anni, ma lo conoscevo poco, non vivevo ancora tanto la società. Lo ricordo però come una persona molto passionale e altruista, ci teneva tanto che tutti fossero contenti di quello che facevano”.

 Ferramosca?
“Una persona di cuore, tutta emozioni e impulsività. C’erano tante figure in società, ma tutto era accentrato su di lui, come al Lucento con Pesce. Con Luciano ho un bel legame, è il primo che mi ha chiamato, voluto, ha creduto in me. Allenavo una squadra e lo aiutavo in tutto, con lui ho iniziato a capire come funziona una società. Abbiamo portato allenatori come Massimo Ricardo, Gianluca Petruzzelli, Gianluigi Gentile dalla Juventus. Anni entusiasmanti anche quelli”.

Atzori?
“L’ho vissuto nei suoi primi anni da presidente, mi ha insegnato a vedere il calcio non solo dal lato romantico: come nelle aziende, il romanticismo non può prevalere sulla razionalità”.

Abbiamo detto del passato. E invece, cosa vedi nel tuo futuro?
“Voglio continuare percorso con le prime squadre. È stata scelta ponderata, voglio essere coerente e andare avanti. Adesso do una mano a Marcello Meloni a Orbassano, così faccio esperienza e, nel contempo, ho meno pensieri e più tempo da dedicare alla famiglia”.

Una curiosità: i giocatori più forti che hai allenato, o quelli che ti hanno lasciato qualcosa di speciale.
“Questa è difficile, sono tanti i giocatori forti che ho allenato e che umanamente mi han dato tanto. Faccio qualche nome: Andrea Peyronel, attaccante del 2000 che ho avuto al Chisola, poi è andato al Toro, ora gioca a Cherasco in Eccellenza. Era diverso dagli altri, in campo si trasformava, tirava fuori giocate imprevedibili, faceva sempre la differenza. Gabriele Tucci, sicuramente, l’ho preso io da Alpignano, al Lucento ha sempre fatto una barcata di gol e ha portato tanti titoli. Non posso mettere solo attaccanti: è un 2005 anche Denis Sofian, difensore, altra colonna lucentina. Chiudo con un 2007 ho allenato sia negli Allievi che in prima squadra, Alessandro Tomiato: ha il potenziale per fare strada”.

Chiudiamo con un gioco. Costruiscimi la tua società ideale, devi scegliere presidente, direttore generale, direttore sportivo, segretario e quattro allenatori.
“Presidente per forza Paolo Pesce, questa è facile. Direttore generale, direi Massimo Gardano, ormai ha l’esperienza giusta. Direttore sportivo è difficilissimo, per affetto direi Arturo Gallo e Sergio Fantino, ma punto su Gianfranco Perla, però aggiungo Vincenzo Manzo come direttore tecnico. In segreteria la mitica Ada del Lucento. Allenatori ho l’imbarazzo della scelta… dico Massimo Ricardo, Fabio Nisticò, Maurizio Molinelli e Marcello Meloni. E se posso aggiungo uno che si farà, Marco Mezzapesa, ha un grande futuro”.

IL PUNTO SULLA 15ª GIORNATA - Il 2026 inizia con tante sconfitte al vertice: merito di suno, Juve Domo, Vanchiglia e Lucento. Oltre ai rossoneri, confermano la loro leadership anche Volpiano Pianese e Chisola, mentre il Lascaris conquista la vetta del girone C. Alpignano, Csf Carmagnola e Vinovo Sport Events festeggiano importanti successi in chiave salvezza


GIRONE A

Il 2026 inizia con una sorpresa: per la seconda volta in stagione, perde il Baveno Stresa, che comunque rimane capolista di una classifica ora molto corta. Prima di tutto, complimenti al Suno, che si impone con un clamoroso 0-3 fiori casa (reti di Morganti, Preci e Baldin) e si allontana dalla zona playout: oltre ai punti, questa è una grande iniezione di fiducia per i lupi di Moreno Ruggieri. Discorso simile per la Novaromentin, che fallisce clamorosamente l’occasione del sorpasso al vertice perdendo in casa con la Juve Domo (1-2, con le firme di Benfante e Palamara). Per i granata del tecnico Alex Aromando l’impresa ha un sapore ancora più dolce perché coincide con la conquista del settimo posto - che equivale alla salvezza diretta nei regionali - al posto dell’Accademia Borgomanero, fermata sullo 0-0 dai Diavoletti Vercelli. Insomma, là davanti vincono la Biellese, che raggiunge la Novaromentin a -1 dal Baveno Stresa, e il Verbania, quarto grazie al combattuto 3-2 sulla Fulgor Chiavazzese. A ridosso del vertice si conferma il Bulé Bellinzago, mentre il Città di Cossato agguanta all’ottavo posto l’Accademia Borgomanero: anche la lotta per la salvezza sarà appassionante fino all’ultima giornata.

GIRONE B

La copertina di giornata spetta senza dubbio al Vanchiglia, che ha espugnato il campo della Pro Eureka con le prestigiose firme di Bove e Giarratana (qui la galleria fotografica) e conquistato così il terzo posto in classifica, posizione ambita ma ancora molto contesa: ci torneremo. La seconda sconfitta stagionale non mette in discussione il secondo posto della Pro, che ha ancora 9 punti di margine sui granata, ma manda in fuga la capolista Volpiano Pianese, che scappa a +6 con la roboante vittoria per 0-6 sulla Rivarolese. Le statistiche della squadra di Andrea Mandes parlano chiaro: 43 punti non li ha fatti nessuno, è l’unica imbattuta della categoria, con 65 gol fatti (solo il Centallo ha fatto meglio) e 8 subiti.

Torniamo al terzo posto, utile per la qualificazione alle fasi finali e al girone élite della prossima stagione: la situazione vede il Vanchiglia a 26 punti, inseguito da Ivrea (per gli orange, tranquillo 2-0 sull’Aygreville) e proprio Rivarolese (a sottolineare il valore della vittoria delle foxes) a 24 punti, e ancora da River Plaine e Atletico Cbl a 22 punti. Queste ultime due squadre festeggiano vittorie importanti - rispettivamente 6-0 al Borgaro Nobis e 4-1 allo Charvensod - ma devono prima di tutto guardarsi alle spalle, perché la zona playout dista solo 3 lunghezze, ovvero i 19 punti dove convivono proprio il Borgaro e il Barcanova, che non è andato oltre l’1-1 con la Bosconerese. A chiudere la giornata, la cinquina del Settimo, comunque terz’ultimo ma in ottimo stato di forma, sul fanalino di coda Banchette Colleretto.

GIRONE C

In una giornata piena di “sconfitte al vertice”, anche la Sisport sbaglia la prima uscita del 2026 e si arrende al Lucento, trascinato nella ripresa dalla doppietta di Alvarado e ora a soli 3 punti dal secondo posto dei bianconeri. Eh sì, perché il ko casalingo costa alla Sisport il comando della classifica, ora in mano agli altri bianconeri, quelli del Lascaris, che sono passati senza strafare sul campo del Pozzomaina, con un gol per tempo di Borelli e Barberio. Non molla la presa il Carrara, che rimane quarto grazie al 3-1 sul Rosta (qui la galleria fotografica), e anzi allunga la distanza rispetto alle tre squadre di metà classifica. Parliamo di Cenisia, che ha pareggiato 2-2 sul campo del Bsr Grugliasco, Rosta e Alpignano, che imponendosi 0-1 nel derby con il Caselette grazie al rigore trasformato da Lodo, si allontana dalla zona playout, dove è ancora invischiata la Pro Collegno, reduce dal bel poker nel derby con il Paradiso, ancora fermo a zero punti. Chi ha perso l’occasione di uscire dal buio è lo Spazio Talent Soccer, sconfitto 2-0 dal Cit Turin.

GIRONE D

Sembra strano, viste le fibrillazioni degli altri raggruppamenti, ma nel girone D non si registra nessuno scossone al vertice. Anzi, vincono senza problemi il Chisola capolista (poker corsaro alla Saviglianese), il Centallo primo inseguitore (6-0 al Busca) e anche il Morevilla terzo (2-0 alla Cheraschese). Rallenta, ma senza mettere a rischio il suo quarto posto, il Pinerolo, fermato a sorpresa dal Monregale sull’1-1. Un successo molto pesante, in chiave salvezza, è quello del Carmagnola, che batte 2-1 il Cuneo Omo in rimonta, con il rigore di Quaranta e il sigillo finale di Barbero, e lo raggiunge al sesto posto, a quota 22 punti. A sole due lunghezze c’è la zona playout, dove fa un bel passo in avanti il Saluzzo - vittoria e sorpasso sull’Area Calcio Alba Roero - e vince anche il Fossano contro il Sant’Albano, sempre penultimo.

GIRONE E

C’è il marchio indelebile di Nicolò Brienza inciso sullo scontro diretto tra le prime due della classe: Cbs-Asti 3-0 con tripletta del numero 10 rossonero, ora la distanza sale a 8 punti, un divario difficilmente colmabile. Come se non bastasse, i galletti sono stati raggiunti al secondo posto dall’Accademia Casale, che ha faticato ma vinto 1-2 sul PSG, mentre dista una sola lunghezza la “mina vagante” Capriatese, reduce dal successo per 2-3 sul San Domenico Savio Asti. La classifica è spezzata in due, perché la lotta per la salvezza diretta inizia addirittura dal quinto posto occupato dal Garino, che ha perso con un netto 4-1 contro il Derthona terz’ultimo, a dimostrazione di quanto sia equilibrato il girone. Un deciso passo in avanti lo ha fatto il Vinovo Sport Events, che ha strappato il sesto posto allo Sca Asti battendolo 0-1, grazie al gol di Tambone. Il Chieri ha fatto il suo dovere, imponendosi 6-3 sul San Giorgio Torino fanalino di coda, mentre il pareggio per 1-1 tra Acqui e Alessandria, di fatto, non serve molto a nessuno.

IL PUNTO SULLA 15ª GIORNATA - Nel girone A la Biellese blinda il secondo posto, il Gozzano vede la salvezza. Che lotta per il quarto posto del girone B: Borgaro Nobis una spanna sopra Cossato e Lucento. Nelle zone calde del girone C, passi in avanti di Vinovo Sport e Nichelino Hesperia, così come la Cheraschese nel girone D e l’Autovip San Mauro nel girone E.


GIRONE A

Il campo dell’Accademia Casale non è certo dei più semplici, ma la capolista Baveno Stresa si conferma ingiocabile e comincia il 2026 con un bel poker esterno, centrando la 14esima vittoria su 15 partite. Anche i giochi per il secondo posto sembrano ormai fatti, dopo la vittoria - anche questa fuori casa - della Biellese sulla Fulgor Chiavazzese, 1-2 in rimonta firmato da Ciancio e Cirio nel finale. Piuttosto, la Fulgor deve ora difendere il terzo posto da Diavoletti Vercelli e Bulè Bellinzago, che hanno battuto rispettivamente Vogogna e Cameri. In zona salvezza, scossone del Gozzano che ha vinto addirittura 1-6 sul campo dell’Ivrea, avvicinandosi a -2 dal settimo posto occupato proprio dagli eporediesi. Non serve a nessuno, infine, il pareggio a reti bianche tra Verbania e Juve Domo.

GIRONE B

Lo scialbo 0-0 della Pro Eureka nella gara casalinga con l’Aygreville aumenta il distacco tra il terzo posto (che comunque non è in discussione) e la coppia di testa: il Volpiano Pianese sale a 41 punti, rifilando ben 8 gol alla Rivarolese, con le doppiette di Barbetta e Perrier; il Vanchiglia insegue a 40 punti, ma che sofferenza contro il Settimo, fanalino di coda del girone, capace di rimontare dal 2-0 al 2-2, per poi perdere 3-2 con il sigillo di Omar Fioccardo. È appassionante anche la lotta per il quarto posto, con il Borgaro Nobis che rimane una spanna sopra tutto grazie al tranquillo 2-0 sull’Atletico Cbl. Dietro ci sono tre squadre a pari punti: è clamoroso il settebello calato dal Cossato al VdA Charvensod, prestigioso anche l’1-3 del Lucento nel derby torinese con il Barcanova. La zona playout dista solo due punti: l’unico passo in avanti è quello compiuto dall’FC Volpiano, grazie al 2-0 sul Gar Rebaudengo.

GIRONE C

La Sisport chiama, il Lascaris risponde. Con la vittoria sul Pozzomaina firmata Petralito, i campioni regionali in carica hanno momentaneamente conquistato il primato in classifica, ma solo perché il derby di Pianezza era posticipato alla domenica pomeriggio. I bianconeri di Meschieri si sono imposti con una ripresa dominante (con gli attaccanti a secco, ci hanno pensato Dimasi, Bruno e Piovano) e sono tornati in vetta. Vittorie sofferte e pesanti per Spazio Talent Soccer, che si impone in rimonta nl derby torinese con il Beppe Viola grazie a Laaouina e al “solito” Tucci, e Mappanese, 0-2 sull’Academy Vanchiglia. Grazie al successo corsaro sul Paradiso Collegno, il Vinovo Sport Events può dormire sonni tranquilli. Sempre nelle zone calde, il Nichelino Hesperia fa il suo dovere contro il fanalino di coda Virtus Cenisia, battuto 0-5 con tripletta dello scatenato Fazzalari, mentre il Bsr Grugliasco perde una bella occasione contro l’Alpignano, penultimo, pareggiando 1-1 tra le mura amiche.

GIRONE D

Il Chisola continua a fare il suo campionato a parte, il poker alla Giovanile Centallo ne è l’ennesima conferma. Appassionante, invece, la lotta per i piazzamenti, con le tre principali contendenti che non sbagliano: il Fossano espugna il campo del Pedona di misura, grazie alle reti di Fissore e Bernello, così come il Cuneo Olmo che supera fuori casa il Saluzzo con una prestazione molto concreta; senza difficoltà il Csf Carmagnola, 3-0 al Salice in una partita decisa già dopo un quarto d’ora. In chiave salvezza, molto pesanti i punti conquistati dalla Cheraschese grazie al 2-1 nello scontro diretto con il Busca: per i nerostellati, ora il settimo posto del Pedona dista solo 3 punti. Le ultime due della classe, Tetti Rivalta e Piossasco, si accontentano di un punticino a testa.

GIRONE E

Il Cenisia va ufficialmente in fuga, per merito suo - spumeggiante 5-1 alla Viguzzolese, con la doppietta di Caprì nei primi minuti che ha spianato la strada - e per demerito degli altri, in particolare della Cbs. I rossoneri scivolano a -6 dopo il ko casalingo con l’Asti, protagonista dell’impresa di giornata firmata da Prone, Palumbo e Sallaku. Ora ci sono solo 5 punti che comprendono le squadre dal secondo posto della Cbs (34) al quinto del Chieri (29), tutte in corsa per un posto al sole. Dei Galletti abbiamo già detto, ma iniziano alla grande il 2026 anche l’Acqui (1-5 sullo Sca Asti) e i collinari, che rifilano il settebello al Gassino con una prestazione autoritaria. Al Derthona basta il gol di Oliverio per battere il PSG e allontanarsi in modo definitivo dalla zona calda, il pareggio a reti bianche tra Alessandria e Novese va meglio agli ospiti, che rimangono con tre punti di margine sulla salvezza, mentre torna in corsa l’Autovip San Mauro, grazie all’1-2 sull’Ovadese griffato dalla doppietta di Abbey.

UNDER 15 - Grandi emozioni al parco Einaudi di San Mauro, dove sono state giocate le prime due partite dei gironi eliminatori del Memorial Renzo Vargiu. L'unica squadra già eliminata è il Pecetto, mentre l'Academy Bacigalupo è ancora appesa a un filo di speranza. Domani mattina sono in programma gli scontri diretti che definiranno le semifinali: si comincia con Beiborg-Autovip San Mauro


Nel girone A al comando c'è l'Autovip San Mauro, che ha iniziato alla grande con la vittoria nella gara d'esordio contro il San Maurizio (qui la cronaca), ma poi ha rallentato pareggiando a reti bianche contro l'Academy Bacigalupo. I verdetti sono ancora tutti da scrivere perché a quota 3 punti ci sono il Beiborg, che ha battuto proprio i torinesi con un netto poker e domani sfiderà i padroni di casa, e il San Maurizio, che è tornato in corsa battendo proprio il Beiborg.

Nel girone B, invece, è di fatto già qualificato l'Olympic Collegno, che ha battuto prima l'Academy Vanchiglia, poi l'Academy Lascaris. Le due Academy possono comunque qualificarsi, avendo entrambe superato il Pecetto, ormai eliminato: domani all'ora di pranzo è in programma lo scontro diretto decisivo.

1° MEMORIAL RENZO VARGIU

FASE ELIMINATORIA

Girone A: Autovip San Mauro 4, San Maurizio 3, Beiborg 3, Academy Bacigalupo 1
Risultati: Autovip San Mauro-San Maurizio 1-0, Academy Bacigalupo-Beiborg 0-4, Academy Bacigalupo-Autovip San Mauro 0-0, San Maurizio-Beiborg 1-0

Girone B: Olympic Collegno 6, Academy Lascaris 3, Academy Vanchiglia 3, Pecetto 0
Risultati: Academy Lascaris-Pecetto 5-0, Olympic Collegno-Academy Vanchiglia 2-0, Academy Lascaris-Olympic Collegno 1-2, Academy Vanchiglia-Pecetto 4-1

Domenica 11 gennaio
9.45 Beiborg-Autovip San Mauro
10.40 Pecetto-Olympic Collegno
11.35 San Maurizio-Academy Bacigalupo
12.30 Academy Vanchiglia-Academy Lascaris

FASE FINALE

Sabato 17 gennaio
9.45 Semifinale 1 - 1° gruppo A-2° gruppo B
10.40 Semifinale 2 - 1° gruppo B-2° gruppo A

Domenica 18 gennaio
16.00 Finale 3°/4° posto - Perdente semifinale 1-Perdente semifinale 2
16.55 Finale 1°/2° posto - Vincente semifinale 1-Vincente semifinale 2

 

SPONSOR UFFICIALI

  

16ª GIORNATA - L'Asti cade in casa al cospetto del Gozzano, che sale al quarto posto e consolida la sua posizione in zona playoff. Ne approfitta il Chisola, che vola al comando della classifica grazie allo 0-5 ottenuto sul campo del Saluzzo. La Novaromentin cade in casa con la Valenzana Mado, perde tra le mura amiche anche la Biellese. Il Derthona non sbaglia contro il Sestri Levante 


ASTI-GOZZANO 3-5
RETI: pt 2' Katana (G), 6' e 20' Socco (A), st 5' Cattaneo (G), 7' Vecchio (G), 16' Manzatto (G), 37' Socco (A), 44' Bracesco (G)

BIELLESE-CELLE VARAZZE 0-1
RETE: st 3’ Freccero

CAIRESE-LAVAGNESE 1-0
RETE: st 10' rig. Turco

IMPERIA-LIGORNA 1-2
RETI: pt 26’ Punzo (L), st 6’ Prenga (I), st 21’ Tappa (L)

DERTHONA FBC-SESTRI LEVANTE 3-1
RETI: pt 8’ Massa (S), st 15’ Massone (D), 31’ Ricci (D), 48’ Atzeni (D)

NOVAROMENTIN-VALENZANA MADO 2-3
RETI: st 6’ Lo Porto (N), 13’ e 38’ Bennardo (V), 37’ Bernareggi (V), 48’ Oddo (N)

SALUZZO-CHISOLA 0-5
RETI: pt 5’ Marmo, 37’ Parisotto, st 3’ Bertoli, 36’ e 50’ Messina

SANREMESE-VADO 1-4
RETI: pt 2’ e st 6’ Lazzarini (V), st 25’ e 39’ Avolio (V)

UNDER 15 - Il torneo, dedicato alla memoria del papà di un giocatore dei 2011 recentemente scomparso, inizia già domani mattina con la sfida tra i padroni di casa di Danilo Rossi e il San Maurizio. Semifinali in programma sabato 17 gennaio, le finali domenica 18 gennaio


In attesa della ripartenza dei campionati, le migliori squadre Under 15 dei campionati provinciali di Torino si sono date appuntamento al parco Einaudi di San Mauro, per la prima edizione del Memorial Renzo Vargiu. Un torneo non solo di alto livello tecnico, ma dal profondo valore affettivo, dedicato alla memoria del papà di un giocatore dei 2011 recentemente scomparso.

“La battuta sempre pronta. La voglia di ascoltare tutti. La grandissima passione per il calcio, la grande capacità di sdrammatizzare ogni situazione. Renzo era un punto fisso”. Così si legge sui social dell’Autovip San Mauro, società che ha deciso di dar seguito alle parole con i fatti, organizzando un torneo che permetta di ricordare Renzo Vargiu nel modo più bello, con i ragazzi in campo a inseguire l’amato pallone.

“Ci tenevamo molto - spiega Gigi Milazzo, vicepresidente dell’Autovip San Mauro - perché Renzo era una persona speciale e la sua famiglia merita tutta la nostra vicinanza. Parlando di calcio, siamo molto contenti di aver ricevuto le adesioni di tutte o quasi le migliori squadre classe 2011 del panorama torinese, che ringraziamo per la fiducia che ci hanno concesso. Sarà una sorta di anticipazione della fase finale e alcune di queste squadre si ritroveranno, nella prossima stagione, a confrontarsi nei regionali. Speriamo di esserci anche noi, intanto vogliamo toglierci qualche soddisfazione anche nel torneo di casa. Vincere aiuta a vincere, non dobbiamo dimenticarlo mai”.

"Questo torneo - conclude Milazzo - si inserisce nel nostro progetto di sviluppo del settore giovanile, che vuole crescere attorno alle potenzialità già esistenti e ne vuole sviluppare di nuove. Il direttore Michele Camposeo e il resto del gruppo di lavoro sono all’opera per rinforzare e valorizzare tutte le nostre squadre".

Si comincia già domani mattina, con la sfida tra i padroni di casa di Danilo Rossi (qui la sua recente intervista) e il San Maurizio. A seguire, in campo Academy Bacigalupo-Beiborg, Academy Lascaris-Pecetto e Olympic Collegno-Academy Vanchiglia. Domenica finirà la fase a gironi, mentre nel prossimo week end sono in programma semifinali e finali. Insomma, spettacolo assicurato.

 

1° MEMORIAL RENZO VARGIU

FASE ELIMINATORIA

Girone A: Autovip San Mauro, Academy Bacigalupo, San Maurizio, Beiborg
Girone B: Olympic Collegno, Academy Lascaris, Academy Vanchiglia, Pecetto

Sabato 10 gennaio
9.45 Autovip San Mauro-San Maurizio
10.40 Academy Bacigalupo-Beiborg
11.35 Academy Lascaris-Pecetto
12.30 Olympic Collegno-Academy Vanchiglia
14.30 Academy Bacigalupo-Autovip San Mauro
15.25 Academy Lascaris-Olympic Collegno
16.20 San Maurizio-Beiborg
17.15 Academy Vanchiglia-Pecetto

Domenica 11 gennaio
9.45 Beiborg-Autovip San Mauro
10.40 Pecetto-Olympic Collegno
11.35 San Maurizio-Academy Bacigalupo
12.30 Academy Vanchiglia-Academy Lascaris

FASE FINALE

Sabato 17 gennaio
9.45 Semifinale 1 - 1° gruppo A-2° gruppo B
10.40 Semifinale 2 - 1° gruppo B-2° gruppo A

Domenica 18 gennaio
16.00 Finale 3°/4° posto - Perdente semifinale 1-Perdente semifinale 2
16.55 Finale 1°/2° posto - Vincente semifinale 1-Vincente semifinale 2

Guarda la galleria di immagini incorporata online all'indirizzo:
https://giocaacalcio.it/index.php/esordienti/author/3766-danielepallante?start=0#sigProId3610d409c1

 

SPONSOR UFFICIALI

  

PANCHINA - Finisce l’avventura di Moschini, arrivato al Chisola nel 2021. La squadra classe 2009 è stata affidata a Massimo Ricardo, che torna nella società di Vinovo dopo 11 anni


“Il Chisola Calcio comunica che Fabio Moschini non sarà più l’allenatore della categoria Under 17. Mister Moschini è arrivato al Chisola nel 2021 e, nel corso delle stagioni, ha guidato le formazioni delle annate 2007, 2008 e 2009. La società desidera ringraziare Fabio per la professionalità dimostrata in questi anni e gli augura i migliori successi per il futuro, umano e professionale”.

Con questo comunicato stampa, il Chisola ha ufficializzato l’esonero di Fabio Moschini dalla guida della squadra Under 17, all’indomani della finale della Turin Winter Cup persa con il Volpiano Pianese. Non è stato certo questo il motivo della decisione societaria, al massimo è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, in quanto a Moschini - che vanta ben 12 anni di Juventus - veniva “rimproverata” la difficoltà a imporsi nelle partite decisive, nonostante avesse vinto il titolo regionale nella sua prima stagione a Vinovo, con l’Under 15.

Al suo posto, manca solo l’annuncio ma è già ufficiale il ritorno di Massimo Ricardo, rimasto svincolato dopo il mancato rinnovo con la Pro Vercelli (qui la sua ultima intervista), che al Chisola era già stato 11 anni fa con gli Allievi ’98. In bacheca, Ricardo ha già tre titoli regionali: l’obiettivo è inevitabilmente il poker.