INTERVISTA - Il tecnico arrivato dall'Olympic Collegno ha guidato il collettivo alla vittoria nell'Under 16 di Torino, mettendo in campo la sua mentalità vincente in sinergia con gli obiettivi della società.
Mister un esordio con questi colori davvero avvincente, ti aspettavi di centrare immediatamente l'obiettivo dei regionali con tanto di vittoria del campionato?
"Quando sono arrivato è ho incontrato il presidente, mi sono subito reso conto che parlavamo la stessa lingua, si parlava di vincere e di crescere. L'idea era centrare i regionali entro due anni, ci siamo riusciti subito e la prospettiva è di proseguire chiudendo il biennio con questa squadra. Non è stato affatto semplice, per tanti motivi. Primo fra tutti quello dell'affiatamento e dell'adattamento dei ragazzi ai miei dettami. Ho portato un numeroso blocco di giocatori da Collegno, giocatori che conoscevano la mia mentalità e il mio modo di giocare. Di fatto al loro arrivo la squadra era composta da due gruppi e ci è voluto un po' per far si che si integrassero, difficoltà che altre squadre del nostro girone non avevano, con sodalizi composti da ragazzi che si conoscevano già dalla Scuola calcio. In più c'era un ambiente come dire, più soft rispetto a quelle che sono le mie richieste. In campo voglio vedere fame, aggressività, voglia di vincere, ci è voluto un po' per amalgamare il tutto, ma alla fine posso dire che è stata una sfida vinta su tutti i fronti".
Più che sul campo quindi un lavoro sulla testa dei ragazzi.
"Si, è stato un continuo dialogo. Sono uno che parla tanto, diretto e chiaro, ci vuole trasparenza e quando mi rapporto con loro mi rapporto col gruppo, tutti devono sentire, senza che si nasconda nulla. E' stata una bella soddisfazione vedere che tutti hanno recepito, anche chi giocava meno è sempre stato sul pezzo seguendomi e impegnandosi al massimo. Non era facile tenere tutti uniti, specialmente per una rosa di queste dimensioni, star dietro a tutti. Impegnativo, ma gratificante, vedere che tutti hanno capito di essere parte del gruppo, ogni giocatore si è sentito importante, anche quando entrava a 5 minuti dalla fine a risultato acquisito. Se pensiamo che su 25 giocatori in 22 hanno trovato la via del gol, secondo me dà un'idea dell'impegno che hanno sempre messo tutti una volta scesi in campo.
Ho avuto la fortuna oltretutto di muovermi in un ambiente sereno che ha capito l'importanza del lavoro che svolgevamo. Arrivando da una nuova realtà e con un folto gruppo di fedelissimi, dall'esterno ci poteva essere qualche dubbio, qualche titubanza. Ma abbiamo sempre parlato chiaro, oltre che con i ragazzi, con i loro genitori e alla fine hanno compreso che si remava tutti assieme nella stessa direzione. Per far questo ovviamente non ero da solo, un enorme grazie va al mio staff. Dalla mia vice Miryam Musi, che fa da psicologa e motivatrice del gruppo (me compreso!) ai dirigenti Marco Corrado e Dario Americo, questi risultati sono frutto di un gran bel lavoro di squadra".
Ora vi preparerete per le sfide per il titolo provinciale, ma immagino avrete già in mente qualcosa per la prossima stagione.
"I regionali sono tutto un altro mondo, bisogna arrivarci preparati a livello mentale, ma se si vuole raggiungere la salvezza serve anche chi conosca la categoria, specie in un campionato così duro dove ben sette squadre retrocedono direttamente. C'è un bello zoccolo duro di giocatori di qualità che potranno dire la loro, ma servirà gioco forza qualcuno per alzare l'asticella, anche pensando in ottica futura. Qui al Beppe Viola si vuole costruire qualcosa di solido in tutte le categorie, sappiamo che i nomi blasonati fanno tanto e attirano diversi ragazzi, ma questo è un ottimo ambiente per crescere e trovare stabilità".