Sabato, 29 Novembre 2025

NOVITÀ - Il direttore generale Piercesare Uras protagonista della serata di presentazione del progetto delle borse di studio, di grande spessore etico, sociale ed educativo: i ragazzi del settore giovanile e degli Esordienti saranno valutati con criteri non solo sportivi, ma per il rendimento scolastico e la partecipazione a progetti di tutela ambientale, arbitraggio e inglese. Poi l’anticipazione sull’impiantistica sportiva, con la conferma del sindaco Alessandro Errigo sul bando per l’assegnazione ventennale dei campi di via Isonzo e via Orsiera: “Entro la fine dell’anno si uniranno gli interessi di Lascaris e Città di Rivoli”


La notizia della conferenza stampa convocata dal Lascaris nella serata di venerdì dovevano essere le borse di studio, un’iniziativa di grande spessore etico e sociale. Così è stato, ma già il luogo che ha ospitato l’incontro, la sala più bella del Comune di Rivoli, lasciava presagire che la portata principale sarebbe stata un’altra, ovvero la conferma di una voce che girava già da tempo: il bando per la concessione dei campi di Rivoli (lo stadio di via Isonzo più via Orsiera) è stato vinto dal Lascaris. Mancano ancora alcuni passi burocratici prima del via-libera definitivo, ma ormai ci siamo.

LA SERATA

Mattatore della presentazione è stato il direttore generale, Piercesare Uras, arrivato in bianconero - fortemente voluto dal presidente Vincenzo Gaeta - proprio per ampliare la “galassia” del Lascaris, partendo da una base tecnica già fortissima, vedi lo Scudetto cucito sul petto dell’Under 17. Da una parte, ampliare gli aspetti etici, sociali ed educativi, che già c’erano: il vicepresidente Mauro Melluso ha ricordato le iniziative su bullismo e cyberbullismo, l’installazione panchina rossa in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, la tutela dei minori e il sostegno psicologico. Dall'altra, migliorare e ampliare la logistica, perché gli spazi di via Claviere a Pianezza non bastano più.

Sul palco, al fianco di Uras, erano seduti Vincenzo Gaeta, insieme orgoglioso ed emozionato, Mauro Melluso, Giancarlo Prette e Giuseppe Leanza dell’Academy Lascaris, i direttori sportivi Cristian Balice e Christian Bellanova. In platea, davanti a circa 200 tesserati con le loro famiglie, il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo e i rappresentanti di Juventus e Torino, Massimiliano Scaglia, Omar Cerutti e Gianluigi De Martino.

BORSE DI STUDIO

Era una delle iniziative etico-sociali che hanno caratterizzato la sua gestione del Gassino, arrivato anche per questo a vincere il Grassroots Awards come miglior club dilettantistico d'Italia. Adesso che è diventato direttore generale del Lascaris, Piercesare Uras ha portato a Pianezza il progetto delle borse di studio. L’idea è semplice: verranno premiati i ragazzi (delle sei categorie dall’Under 17 all’Under 12) che non solo si applicheranno con serietà negli allenamenti, ma che si dimostreranno bravi studenti e parteciperanno alle iniziative sociali ed educative promosse dalla società. Premi veri, in denaro, che serviranno a finanziare le rette scolastiche e l’acquisto di libri, più un pc portatile.

“Il nostro claim - spiega Uras - è ‘diamo il meglio’. Da questa stagione valuteremo e premieremo le qualità etiche e sociali, e non solo tecniche, dei nostri tesserati. Il nostro compito è formare dei calciatori bravi, certo, ma anche dei calciatori e dei ragazzi intelligenti, un aspetto che le società professionistiche tengono in grande considerazione quando fanno le loro scelte. Abbiamo costruito un sistema di valutazione oggettivo che valorizzi non solo chi è più bravo a calcio o a scuola, ma chi si impegna a dare il meglio”. Il progetto sulle borse di studio fa parte del percorso verso l'obiettivo più ampio della società, ovvero ottenere la certificazione ISO 20121 per gli eventi sostenibili.

Come funziona? Tutti i tesserati del Lascaris delle annate dal 2009 al 2014 saranno valutati. La graduatoria finale, in base alla quale verranno assegnate le borse di studio, sarà determinata da tre criteri. Primo, il rendimento scolastico, sulla base della media dei voti e al miglioramento durante l’anno. Secondo, la condotta sportiva, intesa come costanza della presenza agli allenamenti, correttezza in campo (le espulsioni per proteste o reazioni tolgono dei punti) e, di nuovo, ai progressi conseguiti: per tre volte durante la stagione, i calciatori verranno valutati con i criteri della scheda TIPSS - acronimo di Tecnica, Intelligenza (tattica), Personalità, Speed (velocità) e Struttura (fisica) - in modo da avere una visione chiara dei progressi. Terzo, il progetto etico-sociale ed educativo, che non è obbligatorio, ma chi deciderà di partecipare alle iniziative extra calcio prenderà dei punti. I più grandi dovranno impegnarsi in ambito ecologico e ambientale, con un lavoro teorico e pratico sulla raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti in un impianto sportivo, e seguire un corso sulle regole del calcio, con la parte pratica nell’arbitraggio delle partite dell’attività di base. Le due annate di Esordienti, invece, seguiranno degli allenamenti in lingua inglese, con dei tecnici madrelingua appositamente ingaggiati. “Lo sport - conclude Uras - è un veicolo per essere uomini migliori”.

CAMPI DI RIVOLI

Dulcis in fundo, per rispondere a chi chiedeva il motivo della scelta di Rivoli come sede dell’incontro, è arrivata l’anticipazione sull’impiantistica sportiva: “Il Lascaris - spiega il direttore generale - ha partecipato al bando per l’assegnazione degli impianti sportivi di via Isonzo e via Orsiera, abbiamo presentato un progetto per gestirli per i prossimi 20 anni. Ci sono ancora alcuni adempimenti da compiere prima di arrivare alla determina di assegnazione, ma speriamo di avere presto spazi migliori di quelli che abbiamo oggi”.

Il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo non si è certo tirato indietro: “La città ha intrapreso un percorso per valorizzare la nostra impiantistica sportiva, per questo abbiamo pubblicato il bando. Il Lascaris ha presentato un progetto meritevole, riconosciuto di pubblico interesse. Aspettiamo le operazioni burocratiche e le dovute verifiche, ma penso che entro la fine dell’anno si uniranno gli interessi di Lascaris e Città di Rivoli”.

Di fatto, una conferma. Qualche dettaglio in più: lo stadio di via Isonzo ha bisogno di interventi sia ai campi, che rimarranno comunque in erba naturale, che alla struttura, poco curata (per usare un eufemismo) negli ultimi anni: qui potranno essere ospitate le partite di cartello, vista la spettacolare tribuna. In via Orsiera il discorso è opposto: i campi in erba sintetica sono belli, per quanto possano essere utilizzati solo per la scuola calcio, ma è la struttura, davvero fatiscente, che ha bisogno di una profonda ristrutturazione. Le idee e le risorse non mancano: se davvero i lavori potranno iniziare a gennaio, Rivoli tornerà presto ad ospitare delle partite di calcio, e il Lascaris potrà espandere ulteriormente la sua "galassia".

FAIR PLAY - Riportiamo integralmente il post pubblicato da Roberto Arena, direttore generale del Gar Rebaudengo, che dà l’esempio di come dovrebbe funzionare nel mondo del calcio: “Potevamo giurarci odio, abbiamo preferito giurarci amicizia. Così si cambia il mondo...”


Sabato si è svolta una partita tra bambini del 2015 del Pozzomaina e Gar Rebaudengo. Le varie vicissitudini agonistiche hanno portato a scaldare un poco gli animi e qualcuno del Gar ha un po' esagerato con le parole.

La nostra squadra è composta nella sua totalità da bambini di origine marocchina e anche i dirigenti e l’allenatore sono magrebini. Questa composizione porta normalmente a essere noi quelli che subiscono beceri insulti.

In questo caso gli insulti non ci sono stati, ma abbiamo ricevuto dal Pozzomaina un cortese lettera che ci informava dell’accaduto a tutela della nostra stessa immagine. Una cosa, nel calcio attuale, assolutamente impensabile...

Abbiamo proposto ai dirigenti della squadra del Pozzomaina di incontrarci e ieri sono venuti a trovarci. Dopo le spiegazioni e i doverosi chiarimenti con i nostri dirigenti e gli abbracci che mettevano fine alla diatriba, abbiamo presentato la nostra realtà e ricevuto i complimenti sinceri per il lavoro che svolgiamo sul territorio.

Il contenzioso iniziale si è risolto con l'organizzazione di un allenamento congiunto tra le due squadre la prima domenica dopo la fine del campionato invernale, con rinfresco per genitori e bimbi e invito a pranzo per i dirigenti con le loro famiglie a base di cus cus preparato dalle mamme dei nostri giocatori.

Potevamo giurarci odio, abbiamo preferito giurarci amicizia. Così si cambia il mondo...

CONVOCAZIONI - La selezione U15 si ritrova martedì 25 novembre alle ore 15 per sostenere un allenamento sul campo del Bsr Grugliasco, in via Leonardo da Vinci 24. Nello stesso impianto sportivo, il giorno dopo, il raduno della selezione U17. A seguire i convocati (alle ore 14)


RAPPRESENTATIVA UNDER 15

  • Ingletti Ivan - Verbania
  • Lastella Simone - Chisola
  • Scagliola Matteo - Accademia Casale
  • Piras Federico - Chisola
  • Caputo Andrea - Lascaris
  • Freccia Claudio - Pro Eureka
  • Tramontana Alberto - Sisport
  • Biagi Emanuele - Vanchiglia
  • Scalerandi Simone - Morevilla
  • Dellavalle Enrico - Sisport
  • Maniglia Stefano - Sisport
  • Corbani Leonardo - Pro Eureka
  • Barberio Lorenzo - Lascaris
  • Conterno Enrico - Chisola
  • Borelli Alessandro - Pro Eureka
  • Favazzo Thomas - Giovanile Centallo
  • Caroli Alessio - Lucento
  • Repole Riccardo - Volpiano Pianese
  • Della Rossa Antonio - Baveno Stresa
  • Ricci Rocco - Giovanile Centallo
  • Alvarado Donatien Alberto - Lucento
  • Barbero Alejandro - Giovanile Centallo
  • Trovato Michael - Lascaris
  • Sadraoui Hamza - Barcanova

RAPPRESENTATIVA UNDER 17

  • Bosco Edoardo - Derthona Fbc
  • Gaiotto Davide - Vanchiglia
  • Fazio Michele - Fossano
  • Valloggia Thomas - Accademia Borgomanero
  • Bertot Marco - Volpiano Pianese
  • Cavazza Lorenzo - Chisola
  • Pedrazzi Raffaele - Rosta
  • Amorese Giulio Pio - Asti
  • Brusa Federico - Chisola
  • Dellavalle Lorenzo - Lascaris
  • Brombal Tommaso - Pro Eureka
  • Crispoltoni Antonio Maria - Asti
  • Salvatore Marco - Cenisia
  • Ribellino Manuel - Asti
  • Greco Lorenzo - Lascaris
  • Martinelli Alessandro - Lascaris
  • Catanzaro Cristian - Vanchiglia
  • Cattalano Emanuele - Sisport
  • Mele Matteo - Pro Eureka
  • Scanavino Alberto - Lascaris
  • Perardi Lorenzo - Lucento
  • Roncarolo Alessandro - Volpiano Pianese
  • Pomero Francesco - Volpiano Pianese
  • Maiolo Matteo - Chisola
  • Bellini Achille - Biellese
  • Lupo Daniele - Vanchiglia
  • Cantele Sebastiano - Mirafiori
  • Ravera Federico - Pinerolo
  • Ledda Stefano - Pro Eureka
  • Lupascu Vinca Alessio Cristian - Sisport
  • Capella Gioele - Csf Carmagnola Queencar
  • Antonaccio Remo - Rosta
  • Pani Vittorio - Volpiano Pianese

EVENTO INTERNAZIONALE - C’è anche una squadra canadese tra le partecipanti al torneo di inizio giugno, che coinvolgerà 500 squadre, 11 categorie e 25 campi base. Sicura la presenza di Juventus, Torino e Lazio, da tutta Europa arrivano le adesioni delle big (Benfica, Besiktas, Olympique Marsiglia, Deportivo La Coruna, Stella Rossa...) e anche di tante dilettanti


Benfica, Besiktas, Hajduk Spalato, Olimpia Lubiana, Basilea, Maribor, Olympique Marsiglia, Nizza, Deportivo La Coruna, Stella Rossa Belgrado e Losanna. Juventus e Torino, insieme. E ancora, Lazio, Palermo, Virtus Entella, Pro Vercelli, Novara, Bra. Si arricchisce ogni giorno il conteggio delle società professionistiche, in arrivo da tutta Europa, che parteciperanno ufficialmente - con una o più annate - al torneo “Torino Metropolitan”, che alla sua prima edizione promette già di essere il più grande appuntamento calcistico giovanile di tutta Italia.

In effetti, l’agenzia di organizzazione eventi Strikers (fondata da Aldo Bratti, Momo Hadiry, Niccolò Bigazzi, che si avvale anche della collaborazione di Alessandro Bellin) ha deciso di fare le cose in grande: 500 squadre partecipanti, 11 categorie coinvolte dall’Under 19 all’Under 8, 25 campi base, un numero “incalcolabile” di partite in tre giorni di gioco: venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 giugno 2026.

“La nostra idea folle, giorno dopo giorno, sta diventando una realtà concreta” sorride Aldo Bratti, che spiega il senso profondo di un torneo così ambizioso: “La nostra agenzia nasce con l’intenzione di collaborare con tutti i soggetti coinvolti nel calcio giovanile dilettantistico e professionistico. Vogliamo coinvolgere più società possibile, come partecipanti e anche come campi base, per sfruttare al meglio le potenzialità del calcio e soddisfare le aspettative di tutti. Da qui nasce l’idea del “Torino Metropolitan”: collaborare tutti insieme verso uno stesso obiettivo”.

L’obiettivo è, appunto, un torneo dai numeri eccezionali: 32 squadre partecipanti per le cinque annate del settore giovanile (U19, U17, U16, U15 e U14) e 60 squadre per le sei della scuola calcio (U13, U12, U11, U10, U9 e U8). Le società campo base devono partecipare con tutte le annate: finora hanno detto sì Alpignano, Carrara, Cbs, Chieri, Chisola, Druentina, Kl Pertusa, Lucento, Pozzomaina, Pro Eureka, Sant’Ignazio, Spazio Talent Soccer e Venaria. Per completare gli organici, saranno coinvolte altre società, per esempio la Sisport ha già confermato la partecipazione con tutte le categorie. Oltre alle professioniste, sono tante anche le dilettanti in arrivo da tutta Europa e non solo, vedi lo Sports Laval dal Canada. Hanno già aderito anche Usk Anif e Soccer Pro Academy dall’Austria, FC Berna dalla Svizzera, Ocsm dalla Francia, i berlinesi dello Staaken dalla Germania, e ancora la Scuola calcio Cantera da Napoli e l’Afforese da Milano.

I posti disponibili sono ancora tanti: le informazioni si trovano sul nuovissimo sito www.torinometropolitan.it, per le iscrizioni c’è la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

EVENTO INTERNAZIONALE - C’è anche una squadra canadese tra le partecipanti al torneo di inizio giugno, che coinvolgerà 500 squadre, 11 categorie e 25 campi base. Sicura la presenza di Juventus, Torino e Lazio, da tutta Europa arrivano le adesioni delle big (Benfica, Besiktas, Olympique Marsiglia, Deportivo La Coruna, Stella Rossa...) e anche di tante dilettanti


Benfica, Besiktas, Hajduk Spalato, Olimpia Lubiana, Basilea, Maribor, Olympique Marsiglia, Nizza, Deportivo La Coruna, Stella Rossa Belgrado e Losanna. Juventus e Torino, insieme. E ancora, Lazio, Palermo, Virtus Entella, Pro Vercelli, Novara, Bra. Si arricchisce ogni giorno il conteggio delle società professionistiche, in arrivo da tutta Europa, che parteciperanno ufficialmente - con una o più annate - al torneo “Torino Metropolitan”, che alla sua prima edizione promette già di essere il più grande appuntamento calcistico giovanile di tutta Italia.

In effetti, l’agenzia di organizzazione eventi Strikers (fondata da Aldo Bratti, Momo Hadiry, Niccolò Bigazzi, che si avvale anche della collaborazione di Alessandro Bellin) ha deciso di fare le cose in grande: 500 squadre partecipanti, 11 categorie coinvolte dall’Under 19 all’Under 8, 25 campi base, un numero “incalcolabile” di partite in tre giorni di gioco: venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 giugno 2026.

“La nostra idea folle, giorno dopo giorno, sta diventando una realtà concreta” sorride Aldo Bratti, che spiega il senso profondo di un torneo così ambizioso: “La nostra agenzia nasce con l’intenzione di collaborare con tutti i soggetti coinvolti nel calcio giovanile dilettantistico e professionistico. Vogliamo coinvolgere più società possibile, come partecipanti e anche come campi base, per sfruttare al meglio le potenzialità del calcio e soddisfare le aspettative di tutti. Da qui nasce l’idea del “Torino Metropolitan”: collaborare tutti insieme verso uno stesso obiettivo”.

L’obiettivo è, appunto, un torneo dai numeri eccezionali: 32 squadre partecipanti per le cinque annate del settore giovanile (U19, U17, U16, U15 e U14) e 60 squadre per le sei della scuola calcio (U13, U12, U11, U10, U9 e U8). Le società campo base devono partecipare con tutte le annate: finora hanno detto sì Alpignano, Carrara, Cbs, Chieri, Chisola, Druentina, Kl Pertusa, Lucento, Pozzomaina, Pro Eureka, Sant’Ignazio, Spazio Talent Soccer e Venaria. Per completare gli organici, saranno coinvolte altre società, per esempio la Sisport ha già confermato la partecipazione con tutte le categorie. Oltre alle professioniste, sono tante anche le dilettanti in arrivo da tutta Europa e non solo, vedi lo Sports Laval dal Canada. Hanno già aderito anche Usk Anif e Soccer Pro Academy dall’Austria, FC Berna dalla Svizzera, Ocsm dalla Francia, i berlinesi dello Staaken dalla Germania, e ancora la Scuola calcio Cantera da Napoli e l’Afforese da Milano.

I posti disponibili sono ancora tanti: le informazioni si trovano sul nuovissimo sito www.torinometropolitan.it, per le iscrizioni c’è la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

PANCHINA - Il presidente Luca Dello Russo: “Dispiace per Valerio Franceschi, cui abbiamo proposto un’altra squadra, ma non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di prendere un allenatore abituato a lottare per il vertice”


Alessio Rapisarda torna in pista: l’ex allenatore di Lucento e Alpignano, fermo in questo inizio di stagione, riparte dal gruppo di punta del Pianezza, l’Under 16. Una squadra che sta facendo bene in campionato, reduce dallo 0-3 sul campo del Collegno Paradiso e quarta in campionato, dietro le “inarrivabili” Lascaris e Sisport, a due lunghezze dal terzo posto dello Spazio Talent Soccer.

E infatti non è la mancanza di risultati che ha portato la società a sostituire Valerio Franceschi, ex Academy Lascaris passato in estate in rossoblù, come spiega il presidente Luca Dello Russo: “Crediamo molto in questa squadra, è l’unica che può centrare l’obiettivo di entrare nel girone élite. Quando si è presentata la possibilità di prendere un allenatore top come Rapisarda, che è abituato a competere per il vertice e che cerchiamo da almeno tre anni, non ci siamo fatti sfuggire l’occasione. Pensiamo che, con lui, questa squadra possa fare ancora meglio. Dispiace per Franceschi, che è anche lui un ottimo allenatore, ma finora si era confrontato solo con campionati provinciali: crediamo nella sua crescita e infatti gli abbiamo proposto un altro gruppo, che per ora ha rifiutato, ma spero che ci ripensi. C’è infatti un’altra situazione in cui pensiamo di intervenire”. L’esordio di Rapisarda avverrà sabato, nella gara casalinga con la Virtus Cenisia.

UNDER 15 REGIONALI - ANGELO CAVADORE AL CARRARA

Cambio anche al Carrara: finita, di comune accordo, la collaborazione con Giorgio Fornone, la squadra classe 2011 è stata affidata ad Angelo Cavadore, che ha esordito domenica scorsa con la convincente vittoria per 3-0 sul Bsr Grugliasco.

INTERVISTA - Il punto della situazione con il direttore tecnico: “Crescono i numeri della scuola calcio, nelle giovanili abbiamo squadre competitive. Abbiamo inserito Giacomina Monte, top player della segreteria, e aspettiamo il rinnovo della concessione per sistemare l’impianto. Questa società ha una storia importante e deve costruirsi un futuro altrettanto importante”.


Stefano Guidoni, un anno dopo. È la prima, vera stagione al Beppe Viola per l’ex giocatore professionista (140 gol in una carriera vissuta in tutte le categorie), docente in Federazione, allenatore anche della Juventus dove era cresciuto nelle giovanili, direttore tecnico ormai di lungo corso. Arrivato alla corte del presidente Mimmo Arcella un anno fa, a stagione di fatto già iniziata, Guidoni ha iniziato a incidere sugli equilibri di una società storica - qui si è anche vinto un titolo regionale, qui è cresciuto Lorenzo Lucca, e tanto altro - ma tutta da rifondare.

Stefano, a che punto siamo?
“È vero che è passato un anno, ma per i grandi cambiamenti, quelli richiesti da Mimmo Arcella, ci vuole molto tempo, non una sola stagione. Serve strutturare la società, cosa che stiamo facendo, ma serve soprattutto ritrovare il potenziale umano, inteso come numero di bambini che c’era una volta, all’Atletico Torino”.

Come sono i numeri della scuola calcio?
“Finalmente siamo ripartiti con Pulcini, con una mista che vogliamo separare nel girone primaverile, e abbiamo tre squadre di Esordienti che continuano il loro percorso. Abbiamo inserito il discorso del calcio a 5, una volta a settimana tutti fanno un allenamento impostato sul futsal, importante perché migliora il contatto continuo con la palla. Non solo campo, a dicembre partirà anche lo sportello psicologico, in collaborazione con la circoscrizione. È un servizio alla comunità, noi vogliamo essere presenti nella comunità”.

Una prima valutazione sul settore giovanile?
“Il 2009 ha vinto il campionato provinciale e ora si trova nella realtà regionale. Logico che, contro il Chisola, la differenza c’è, ma oggi giochiamo partite diverse rispetto a due mesi fa. Il 2009 Mattia Vola ha esordito in prima squadra, questo è un motivo di grande soddisfazione. Quanto ai 2010, abbiamo buttato via qualche occasione per stare più in alto in classifica, la squadra deve acquisire consapevolezza, anche se paghiamo la partenza di una punta importante come De Stefanis, con lui potevamo puntare ai vertici. Con 2011 e 2012 stiamo disputando i campionati provinciali, sapevamo di dover ricostruire e lo stiamo facendo. Abbiamo allenatori molto bravi, speriamo che riescano a far crescere i gruppi”.

Anche l’Under 19 sta giocando i provinciali.
“Non ci siamo qualificati per differenza reti, un peccato. Questo era un altro gruppo fortissimo, che si è smembrato un po’ per l’incertezza di giocare nei regionali, un po’ per mancanza di pazienza di qualcuno: io ho proposto a quattro ragazzi di stare con me in prima squadra e giocare in Juniores, hanno preferito andare altrove. È una questione di scelte, che a volte non capisco. Comunque, Ivan Mingardo è un allenatore molto pragmatico, che tirerà fuori il meglio dai ragazzi”.

L’obiettivo è mantenere, e magari incrementare, i regionali?
“A me interessa che crescano i giocatori, se ne porto quattro in prima squadra e non mantengo la categoria, sono contento. Se poi riusciremo a salvare o incrementare regionali - e ci crediamo fortemente - saremo ancora più felici. Il tempo darà ragione al nostro lavoro”.

Una battuta sulla prima squadra.
“Viviamo un momento difficile, anche per colpa di una serie pazzesca di infortuni. Il valore dei giocatori è importante, ma devono ancora fare squadra, per questo fatichiamo a ottenere i risultati”.

Domanda cattiva: il quadro che ne emerge è di continuità, più che di svolta, rispetto alla scorsa stagione.
“Ritorno alla mia prima risposta: per i grandi cambiamenti ci vuole molto tempo. Una società come la nostra deve avere una struttura forte, un impianto sportivo di livello e una proposta convincente. Quest’anno abbiamo inserito Giacomina Monte, che è una top player in segreteria, insieme ad Antonietta Arcella adesso abbiamo una struttura che non teme paragoni. E poi andiamo avanti con il direttore Fabrizio Ghirardi, Manuele Di Miceli e Davide Di Nardo a gestire la scuola calcio. Le persone capaci le abbiamo”.

Impianto sportivo?
“Attendiamo con ansia il rinnovo della concessione per rinnovare l’impianto, è necessario per poter accogliere tanti bambini. Qui le potenzialità sono enormi: oltre al calcio a 11, abbiamo tennis, padel, calcio a 5, beach volley, tutti spogliatoi in muratura, un bar e un’area accoglienza enormi. Per gestire un posto così servono lungimiranza e amore, quello che al presidente non manca”.

La proposta convincente?
“Ormai una società di calcio deve curare mille aspetti, dentro e fuori dal campo. In campo vogliamo trasmettere ai ragazzi dei concetti, a partire dall’intensità: io dico sempre, anche nei corsi che tengo come docente della FIGC, che dobbiamo giocare come in finale di Champions, ma ovviamente al nostro livello. Vuol dire correre tanto e forte, passare la palla forte, avere idee veloci. Tutto questo di può ottenere solo con giocatori che fanno scelte autonome. Fuori dal campo, servono valori educativi: intanto abbiamo fatto digerire a tutti il terzo tempo, è fondamentale vista la direzione, sempre più esasperata e violenta, che sta prendendo la nostra comunità. E poi portiamo avanti il progetto con lo psicologo, abbiamo una policy di tutela dei minori, eccetera. Questa società ha una storia importante e deve costruirsi un futuro altrettanto importante”.

SPAZIO TALENT SOCCER - Una famiglia nel calcio. Tony, il papà, è il presidente dello Spazio Talent Soccer, che sotto la sua gestione è diventato la società che oggi tutti conoscono, e anche l'allenatore dell'Under 16. Roberto, il figlio più grande, è la punta di diamante proprio dell’Under 16 e, nell’ultimo mese, ha sostenuto provini con Juventus, Torino e Genoa. Nathan, classe 2015, gioca nel Torino. “A tenere insieme tutto questo - spiega Tony - c’è mia moglie Pamela: del calcio non gliene frega niente, ma ci permette di vivere il nostro sogno”. Per raccontare questa “famiglia nel calcio”, abbiamo sottoposto padre e figlio (quello grande) a un’intervista doppia, senza peli sulla lingua.


Iniziamo con le domande facili. Età.
T: “Fino a febbraio, ancora 41”. 
R: “15 appena compiuti, il 5 novembre. Domani, dopo la partita, facciamo una festa qui al campo”.

Ruolo.
T: “Presidente. Quando giocavo seconda punta, trequartista”.
R: “Oggi si dice sottopunta, ma il ruolo è lo stesso”.

Per che squadra tifi.
T: “Inter, tutti e quattro tifiamo Inter, anche mia moglie. Io da bambino tifavo Baggio, lo seguivo nelle sue squadre, poi mi sono fermato alla grande Inter: Ronaldo, Vieri, una squadra di fenomeni”. 
R: “Inter anche io. Sono nato nel 2010, l’anno del triplete”.

Giocatore preferito
T: “Lui si chiama Roberto per Baggio”.
R: “Cristiano Ronaldo”.

Carriera.
T: “Ho iniziato da piccolino, al Borgata Paradiso. Poi ho giocato al Toro per tre stagioni nella scuola calcio e anche alla Juve fino ai Giovanissimi nazionali. Nelle prime squadre ho fatto tanti anni tra serie D ed Eccellenza: Fulgor Valdengo, Città di Rivoli, Lascaris, Nolese, non mi ricordo neanche tutte le squadre. Negli ultimi anni ho giocato al Rapid, dove abbiamo vinto il campionato di Prima categoria, e ho chiuso qui allo Spazio Talent Soccer”.
R: “Ho iniziato all’STS, anche io sono stato al Toro per sei anni, fino agli Esordienti. Poi sono tornato qui per il settore giovanile”.

Quanti gol hai segnato?
T: “Piu di 300 in Prima squadra. Nelle giovanili non lo so…”
R: “Ti dico quelli degli ultimi tre anni, nel settore giovanile: 49 in Under 14, 43 in Under 15 e sono a 19 quest’anno”. 
T: “Ad oggi, Roby è il giocatore che ha segnato di più in tutti i campionati regionali in Piemonte e il 2010 che ha segnato di più in Italia”.

Chi è il più forte di famiglia a giocare a calcio?
T: “Per Roby, Roby. Per Nathan, Nathan. Per mio padre, io”. 
R: “Sono io il più forte. Ma devo dire che mio padre non l’ho mai visto giocare”.

Avete una scaramanzia?
T: “Entro in campo sempre con il piede sinistro, ancora adesso”.
R: “E io entro sempre con il piede destro”.

Pregi e difetti in campo. 
T: “La qualità e soprattutto la mentalità. Il calcio è cambiato, oggi i ragazzi hanno una preparazione fisica che noi ci sognavamo. Io farei fatica a giocare nel calcio di oggi”.
R: “I miei pregi sono il dribbling e la finalizzazione. Difetto… mi incazzo troppo con i compagni”.

E fuori dal campo? 
T: “Fuori dal campo? E cosa c’è fuori dal campo? A parte gli scherzi, ho la fortuna di aver fatto della mia passione il mio lavoro. Il difetto è che dovrei dare più attenzione a tutto ciò che non è calcio”. 
R: “Il pregio: non faccio casino in giro. Il difetto: studio poco”.

Puoi rubare una caratteristica all’altro. Cosa scegli?
T: “Io gli ruberei la personalità nelle scelte in campo, in particolare nell’area di rigore. Io tiravo e basta, lui fa un tocco in più che ti chiedi perché, poi fa gol e ha ragione lui”.
R: “Mi raccontano che calciava bene le punizioni, diciamo quello, anche se anch’io non le calcio male”.

Cosa cambieresti dell’altro.
T: “Negli ultimi mesi lo trovo maturato. Non cambierei nulla perché è un ragazzo per bene, non mi ha mai dato problemi”. 
R: “Grida troppo in campo”.

Il tuo gol più bello.
T: “Ai miei tempi le finali regionali erano tra dilettanti e professioniste. Non mi ricordo in quale categoria, io giocavo nel Vanchiglia e in semifinale avevamo il Torino, dall’altra parte c’era Barcanova-Juventus. Comunque, all’andata ho fatto gol da centrocampo, il portiere era Claudio Frasca, con una palombella che ancora si ricorda. Bellissimo. Poi in finale sono andati Toro e Juve, erano ingiocabili”.
R: “Quest’anno contro il Beppe Viola, eravamo in 9 sull’1-1. Ho preso palla a centrocampo, dribblato tutti e segnato il gol della vittoria”.

La più grande soddisfazione calcistica.
T: “Non è una partita, è lo Spazio Talent Soccer: prima squadra in Promozione, tutte le giovanili nei regionali, scuola calcio completa e competitiva, Academy Juve... Questa è la cosa migliore che ho fatto nel calcio. Da giocatore ho vinto 7 campionati, il più bello è l’ultimo che ho festeggiato con Roby in braccio”.
R: “Ne dico due anche io. L’ultima Copa Santa, in finale ai rigori contro Academy Barcellona, in uno stadio pieno, ho fatto il gol decisivo con il cucchiaio. Quando ero al Toro, ricordo una finale del memorial Tucci contro la Juve, ho giocato contro figlio di Cristiano Ronaldo”.

E la più grande delusione?
T: “Più che delusione, non mi piace l’evoluzione del calcio, in cui conta sempre più il fisico e meno la qualità. Meno sentimento, meno emozione”. 
R: “Per ora nessuna. Diciamo che sarei molto deluso se non andassi a giocare in una professionista l’anno prossimo”. 

Ultima domanda. Un obiettivo e un sogno.
T: “L’obiettivo è crescere ancora con l’STS: in Eccellenza nei prossimi tre anni, almeno due squadre nei campionati élite. Il sogno… fare mister nel professionismo”.
R. “L’obiettivo, come ho già detto, è giocare nel professionismo. Sogno di vincere il pallone d’oro”.
 

UNDER 12 - Grande successo per il primo torneo firmato dalla società del Pianezza insieme a Sport&Joy, la società di organizzazione eventi che fa capo a Edoardo Sbordone e Manuel Ravelli. Fuori dalle finali solo per differenza reti Torino e Cimiano


La Juventus ha imposto la sua legge anche alla Halloween Trophy, manifestazione riservata alla categoria Under 12 (ovvero gli Esordienti 2014) che si è giocata nel week end nell’impianto sportivo del Pianezza. Ma non è stato per nulla facile per i bianconeri, che hanno dovuto impegnarsi al massimo fin dal girone eliminatorio, vinto sul Cimiano solo per differenza reti. Il numero dei gol segnati è stato decisivo anche per il Torino, ma in negativo: i granata sono stati beffati dall’Ivrea, protagonista del girone A. Le uniche due qualificate a punteggio pieno sono state Rosta e Sisport, che però hanno poi perso le semifinali rispettivamente con bianconeri (2-0) e orange (solo ai calci di rigore, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari). La Juventus ha poi superato l’Ivrea nella finalissima, con un tiratissimo 1-0 che le è valso la coppa più pesante della Halloween Trophy. I premi speciali sono andati a Matteo Bianchi, ancora della Juventus, e Davide Ottuso, portiere dell'Ivrea.

"Come società - commenta Federico Berta del Pianezza - stiamo lavorando per diventare un punto di riferimento per il nostro territorio, l’organizzazione di questo torneo ne è un esempio concreto. Eventi come questo mettono in risalto il grande impegno e la passione che ogni giorno dedichiamo al nostro progetto sportivo. Un sentito ringraziamento a tutte le società che hanno aderito e contribuito al successo della manifestazione. Vi diamo appuntamento al prossimo torneo".

FASE A GIRONI

Girone A

Risultati: Torino-Lucento 9-0, Gozzano-Ivrea 0-9, Torino-Ivrea 2-2, Lucento-Gozzano 0-2, Ivrea-Lucento 11-0, Gozzano-Torino 0-8
Classifica: Ivrea 7 (+20), Torino 7 (+17), Gozzano 3, Lucento 0

Gruppo B

Risultati: Renate-Rivarolese 1-4, Rosta-Lascaris 2-0, Renate-Lascaris 1-2, Rivarolese-Rosta 0-1, Lascaris-Rivarolese 0-2, Rosta-Renate 3-0
Classifica: Rosta 9, Rivarolese 6, Lascaris 3, Renate 0

Gruppo C

Risultati: Alcione Milano-Top Player 1-0, Cuneo-Sisport 0-3, Top Player-Cuneo 2-2, Alcione Milano-Sisport 1-2, Sisport-Top Player 3-0, Cuneo-Alcione Milano 2-0
Classifica: Sisport 9, Cuneo 4, Alcione Milano 3, Top Player 1

Gruppo D

Risultati: Juventus-Pontelambrese 6-1, Cimiano-Pianezza 3-0, Pontelambrese-Cimiano 1-4, Juventus-Pianezza 4-0, Pianezza-Pontelambrese 1-2, Cimiano-Juventus 0-0
Classifica: Juventus 7 (+9), Cimiano 7 (+6), Pontelambrese 4, Pianezza 0

SEMIFINALI

Ivrea-Sisport 1-1
Rosta-Juventus 0-2

FINALI

1°/2° posto - Ivrea-Juventus 0-1
3°/4° posto - Sisport-Rosta 1-1

CLASSIFICA DELLE DISTANZE - Juve Domo al primo posto, Derthona al quarto, tra alessandrine, novaresi e valdostane ci sono tre torinesi. Il sanmaurese Gigi Milazzo: “Distanze inevitabili, ma andrebbero distribuite tra le società: noi, come il Gassino, abbiamo l’U16 nell’alessandrino e l’U14 nel novarese. Perché? Il costo ammonta a migliaia di euro, servirebbero rimborsi e compensazioni”


In testa alla classifica c’è la Juve Domo, che per giocare nel campionato regionale Under 14 farà circa 2300 chilometri, con una distanza media di 88,5 chilometri per partita (quindi una percorrenza di 177 chilometri tra andata e ritorno). Al quarto posto il Derthona, con 1039 chilometri totali, poco meno di 160 ogni domenica. Se vivi agli “estremi” del Piemonte, ci sta. E infatti si piazzano nelle “zone alte” della classifica delle distanze anche Capriatese, Verbania, Baveno Stresa, Diavoletti Vercelli, Acqui, Alessandria, le novaresi e le valdostane. Ma attenzione, al secondo posto c’è l’Autovip San Mauro (2202 chilometri totali, distanza media 84,7), al terzo la Pro Eureka (2134 chilometri in tutto, 82,1 a botta), al quinto il Gassino (somma di 2036 chilometri, 79,7 in media). Per fare un altro paragone, sono 200 chilometri in più dell’Aygreville, 250 più dello Charvensod.

Qui sotto trovate la tabella - elaborata con l’intelligenza artificiale - delle distanze che percorreranno le squadre iscritte al campionato regionale Under 14. Inevitabile fare tanta strada, se si vuole competere in un girone aperto a tutto il Piemonte. Ma c’è qualcosa che non torna, come denuncia Gigi Milazzo dell’Autovip San Mauro: “Premetto che finora non ci siamo mai lamentati, ma bisognerebbe guardare al quadro generale dei campionati regionali, quando si compongono i gironi. Qualcuno deve fare tanta strada, è inevitabile, ma vorrei capire perché a noi del San Mauro tocca in Under 16, dove siamo nel girone alessandrino, e anche in Under 14, dove andremo tra novarese e verbano. Anche la nostra prima squadra, nella scorsa stagione, era nel girone di Alessandria. Siamo i torinesi più vicini al sud del Piemonte, e anche al nord del Piemonte? La stessa sorte tocca al Gassino, ma non avrebbe più senso dividere queste distanze tra le decine di società di Torino e prima cintura?”

Domanda legittima, perché entrano in gioco discorsi delicati a livello economico e non solo. “Trasferte lunghe ore - continua Milazzo - sono impegnative per i ragazzi, rischiano di compromettere la prestazione sportiva. E sono un costo enorme: noi come società mettiamo a disposizione un pullman, abbiamo stanziato una spesa di 8.000 euro a categoria, vuol dire 16.000 euro tra Under 16 e Under 14, considerando che una parte delle spese toccherà inevitabilmente ai genitori. Ci sono dei rimborsi della Federazione, vero, che però l’anno scorso sono arrivati a 800 euro”.

La soluzione? “Ripeto, lunghe trasferte sono inevitabili - conclude Milazzo - ma andrebbero distribuite tra diverse società, non sempre le stesse. E potrebbero, anzi dovrebbero esserci dei meccanismi di compensazione economica consoni alle spese. A meno che società come noi o il Gassino non vengano premiate, per esempio, ospitando le finali regionali. Non è obbligatorio che giochino tutte a Orbassano, no?”