Lunedì, 31 Marzo 2025
Mercoledì, 26 Marzo 2025 17:35

Under 17 di Torino - Tra tante difficoltà, la sfida di Gianluca Modica alla guida dei 2008 del Beppe Viola

Scritto da

INTERVISTA - Parliamo con il tecnico che ha guidato tra mille difficoltà un volenteroso gruppo di ragazzi a metà classifica nel campionato Under 17 provinciale di Torino. Un rodaggio passato attraverso un complicato percorso di crescita, con l'obiettivo di puntare la prossima stagione a ritagliarsi un ruolo da protagonisti con l'Under 18.
 


Mister hai preso le redini di una squadra che di fatto non c'era, com'è stato lanciarti in questa avventura?
"E' stato un anno molto tribolato. Di fatto quando sono arrivato il gruppo non esisteva, abbiamo iniziato la stagione disputando le primissime gare con i 2009 e la squadra è nata a tutti gli effetti dopo la terza giornata. E' stato fatto il massimo per trovare gli elementi per poter disputare la stagione, ma è stata davvero dura, perché ci siamo ritrovati con un insieme di ragazzi che non si conoscevano, alcuni fermi da tempo, altri più indietro nei fondamentali. E' stato impegnativo, non poter svolgere la preparazione, doverci concentrare subito sulle gare ufficiali, senza aver sviluppato affiatamento. Sono però molto contento di quanto visto, perché abbiamo tutti lavorato duro e soprattutto nella girone di ritorno abbiamo raccolto i frutti di tanto impegno, togliendoci anche diverse soddisfazioni, vincendo gare con le squadre in lotta per la promozione come il Cambiano, il KL Pertusa o l'FC Mirafiori. Ci spiace non aver chiuso tra le prime quattro, ma ci teniamo stretti questa dignitosissima posizione a metà classifica che vuol dire tanto in ottica futura".

Insomma per te è stata un bella sfida. E un bell'attestato di stima da parte della società averti scelto per questo incarico.
"Hai detto bene è stata una sfida, che penso abbiamo vinto alla grande. Tutti hanno lavorato con serietà per crescere e migliorarsi. Dal punto di vista umano i ragazzi sono riusciti a trovare la quadra per fare gruppo e calcisticamente l'impegno profuso da parte di tutti è stato encomiabile. Ci sono ragazzi che hanno avuto una crescita incredibile, mostrando a pieno tutte le loro qualità. Da Michele Rutigliano in porta, una vera garanzia che si sta giù ritagliando il suo spazio per la prima squadra, dalla coppia di difesa formata da Gargaro e Pulicelli, passando per Alessandro e Lorenzo Baldini, sono solo alcuni dei tanti che si sono messi in mostra questa stagione. Ma la squadra tutta merita un encomio, a partire da chi gioca meno o magari è più in dietro come abilità. Tutti hanno affrontato l'anno con grande serietà, impegnandosi al massimo e rendendosi sempre disponibili. Non c'è stato un ragazzo che magari inserito a cinque minuti dalla fine mi dicesse -No mister, io non entro ora-. Tutti hanno dimostrato la loro serietà e il lavoro svolto è stato riconosciuto dal presidente, anche se non siamo riusciti a giocarci le chance per vincere il campionato. E a proposito del presidente, questa è una società ambiziosa guidata da un vincente che punta a vedere i risultati di tanto impegno. E questo sarà l'obiettivo per il prossimo anno, rinforzando la squadra per puntare a vincere con l'Under 18, sulle orme di chi questa stagione ha fatto così bene. Siamo già al lavoro per questo, qui si lavora bene, una società strutturata come questa ti dà la possibilità di puntare in alto".

Per i ragazzi deve essere una bella sfida passare da una stagione così tribolata, all'andare alla caccia di un titolo.
"Guarda a inizio anno eravamo tutti un po' straniti per come abbiamo imbastito questo gruppo, anche io non solo i giocatori. Ma in breve abbiamo trovato la quadra. Ormai un allenatore non deve pensare più solo al campo, alla tattica, alle questioni tecniche, deve essere psicologo e saper come entrare nella testa dei giocatori. Io sono uno che parla tantissimo ai ragazzi, sia singolarmente che al collettivo. E' importante discutere dei vari aspetti di gioco, non soltanto metterli in pratica sul campo, cercare di capire perché si è fatto un determinato errore e come porvi rimedio la prossima volta. In più conoscendo tutti i singoli devo capire i loro punti deboli su cui lavorare e i punti di forza da sfruttare. E' un lavoro che mi piace, perché a queste età c'è un rapporto molto franco, puoi interagire in maniera adulta e il rapporto che si crea poi è la giusta ricompensa che ricevi. Io sono una persona molto passionale, mi piace vivere il calcio con questi ragazzi, esultare con loro in campo quando si vince, ed è bello vedere come gli sforzi per creare il giusto feeling portino alla giusta risposta da parte loro. Ad esempio quando siamo fuori, in borghese diciamo, tutti mi danno del tu, ci relazioniamo in maniera più informale, sono come un loro pari età. Ma in campo mi danno tutti del lei, è una questione di ruoli da rispettare e la capiscono".

Spesso non è però facile rapportarsi solo con i ragazzi, ma bisogna render conto ai genitori. Come ti sei trovato in questo ambiente?
"Io da allenatore devo confrontarmi solo con i giocatori, il campo è il mio regno e non devo passare il tempo a spiegare le mie motivazioni ai genitori. Io parlo ai giocatori, poi sono loro, se ci sono rimostranze a casa, a dover far capire le motivazioni di certe scelte. E' anche questo il bello di lavorare con queste età, non parliamo più di bambini che hanno difficoltà a comunicare certe cose, sono ragazzi pienamente coscienti della situazione e vanno ascoltati. Poi certo ogni tanto quando si tifa si può andare oltre l'incitamento, ma cerco sempre di far capire alla squadra che una volta scesi in campo non devono pensare a chi c'è fuori dal rettangolo di gioco, la loro attenzione deve essere tutta sulla partita. Queste sono le mie idee in generale, ma posso dire di non avere avuto problemi in questa stagione. Anche le pochissime volte che ho discusso con qualche genitore, la situazione è stata recepita e non ci sono stati grane di nessun tipo. Abbiamo potuto lavorare tranquilli e il gruppo ci ha seguiti compatti. A questo proposito devo ringraziare il mio staff, perché le soddisfazioni che ci siamo tolti in questa stagione sono frutto di un gran lavoro di squadra. Adrien Paraschiv è stato il mio vice che mi ha supportato in ogni momento, aiutandomi a superare le criticità che ci si sono parate davanti. E se abbiamo potuto lavorare tranquillamente concentrandoci solo sulle questioni di campo, il merito va a Massimiliano Rutigliano e Antonio Funda, i nostri dirigenti sempre presenti e disponibili".

Una stagione impegnativa, con un occhio proiettato nell'immediato futuro. Poi cosa ci sarà all'orizzonte?
"Ora come detto la testa andrà subito alla nuova stagione, abbiamo già discusso alcune cose e l'idea è quella di puntare a replicare e migliorare quanto fatto dall'Under 18 quest'anno. Dovremo rafforzarci e continuare a lavorare duro, le possibilità di far bene ci sono. Più avanti chissà, credo bisogna sempre cercare di migliorarsi e puntare alla crescita personale, passando attraversi diverse esperienze. Lavorare con i giovani è stimolante sotto tanti punti di vista, senza contare che spesso sono gli stessi ragazzi a insegnarti qualcosa. In futuro non disdegnerei allenare anche gli adulti, diverso approccio, diverse modalità, credo possa entrare appieno nelle esperienze che fanno maturare".

Letto 676 volte Ultima modifica il Domenica, 30 Marzo 2025 21:13

Registrati o fai l'accesso e commenta