INTERVISTE - I tre direttori spiegano la nuova impostazione societaria voluta dal presidente Davide Ingoglia e dal direttore generale Domenico Mallardo. Il ds dei dilettanti: “Partiamo dalle persone per risalire le categorie”. Il responsabile delle giovanili: “Grande entusiasmo, stiamo rinforzando le squadre in un progetto a lungo termine”. Il responsabile della scuola calcio: “Abbiamo già tutte le annate, chi entra al campo vede che l’aria è cambiata”.
PIETRO MARSICO
Alpignano, Rivoli, Rosta, Olympic Collegno, Venaria, Leinì, Torinese, Collegno Paradiso. Sono solo alcune delle tappe della carriera di Pietro Marsico, direttore sportivo abituato a costruire squadre competitive per tutte le categorie, ora chiamato alla sfida del Real Orione. “Una sfida complicata - non si nasconde - perché lavorare in Seconda categoria è di per sé complicato, è più facile coinvolgere i giocatori in categorie più importanti. Ma noi passo dopo passo ci vogliamo arrivare e ci arriveremo, da quando è arrivato Domenico Mallardo qui è cambiato il vento. Certo, dobbiamo ricostruire dalla base: ho trovato poco attaccamento alla maglia, infatti della scorsa stagione rimarranno solo tre o quattro giocatori. Dobbiamo ripartire dalle persone, trovare giocatori che sposino la causa e che sappiano guardare in prospettiva, perché qui sta nascendo una società importante”.
La missione di vincere la Seconda categoria è affidata a Roberto Mercadante. Nel contempo, verrà iscritta una squadra Under 21 in Terza categoria, affidata a Mattia Cafagna, mentre Alessandro Malara è confermato alla guida dell’Under 19.
MAURIZIO SCIARRETTA
“Come succede a tanti, ho iniziato a fare il dirigente seguendo mio figlio, poi quando lui ha smesso io ho continuato. Ero alla Torinese, lì ho conosciuto Marsico, tra di noi si è creato subito un ottimo rapporto. L’ho seguito prima al Paradiso Collegno, adesso al Real Orione, sempre per gestire insieme la prima squadra. Poi è venuta l’idea di allargare il discorso al settore giovanile e mi sono buttato con grande entusiasmo in questa nuova avventura”.
Parole di Maurizio Sciarretta, che racconta il suo percorso “in crescendo” nel mondo del calcio. La prima esperienza da responsabile del vivaio non lo spaventa: “Anzi, mi piace. È impegnativo perché cambia il modo in cui devi parlare con i ragazzi giovani e con i loro genitori, ma in fondo il lavoro è lo stesso: si tratta sempre di costruire delle squadre, l’esperienza costruita in questi anni mi torna utile”. Lavoro da fare ce n’è tanto: “Stiamo rinforzando le squadre del settore giovanile, qualcuna la stiamo costruendo da zero. Puntiamo forte sui 2011, un gruppo forte e coeso, e anche il 2010 è una buona squadra: in questi casi, servono solo dei rinforzi mirati. Abbiamo trovato pochi ragazzi del 2012, che è ancora un cantiere aperto, e dei 2013, dove invece siamo già a un buon punto. Quest’anno il tempo è poco, ma siamo tranquilli perché il progetto è a lungo termine e, con la guida di Mallardo, possiamo fare ottime cose”.
Definito il quadro degli allenatori, con Lorenzo Girolamo - rientrato alla base dopo un anno alla Pro Collegno - ai 2010, Fabio Vario confermato ai 2011 e l’ex Venaria Giuseppe La Rosa ai 2013.
STEFANO CAPOGNA
È un ex Venaria anche il nuovo responsabile della scuola calcio, Stefano Capogna, che mette subito le cose in chiaro: “Siamo partiti in questa nuova avventura sapendo che sarebbe stata dura, almeno all’inizio, ma siamo un bel gruppo di persone appassionate di calcio e, devo dire, anche competenti, che hanno già lavorato insieme a Venaria insieme a Domenico Mallardo. È lui la garanzia di questo nuovo progetto”.
Un progetto che ha bisogno di poggiare sulle solide basi della scuola calcio: “La situazione strana che abbiamo trovato è che c’erano più ragazzi del settore giovanile che bambini della scuola calcio, di solito è il contrario. Comunque, ci siamo rimboccati le maniche e ora abbiamo già fatto tutte le categorie, con il solo 2015 che dobbiamo ancora completare, e aggiungeremo ancora altre squadre. La ricetta è semplice: intanto l’impianto sportivo ha cambiato faccia, si vede che è curato e ben gestito, abbiamo anche uno store per il materiale sportivo. E c’è movimento, i campi sono pieni, tanti vengono a provare. Non solo, abbiamo tantissimi progetti: faremo dei mini-raduni in montagna per creare il senso di appartenenza, proporremo allenamenti individuali, un pezzo per volta. Chi entra da noi, tocca con mano il cambiamento. Sono convinto che, tra luglio e settembre, la gente del quartiere scenderà di casa e verrà da noi in modo naturale”.



