IL PERSONAGGIO - Trecate, Lucento, Juventus e Sisport le tappe della sua carriera, fermata a luglio da un'operazione al cuore. Al rientro in campo, subito il gol contro lo Spazio Talent Soccer e l'abbraccio di tutti i compagni
Davide Baltera ha 15 anni, è uno degli attaccanti più interessanti della Sisport Under 16 e la sua è una storia fatta di passaggi chiave, frenate improvvise e ripartenze solide. Inizia a sei anni alla Trecate, schierato coi 2008 perché l’annata 2010 non esisteva. Dopo due stagioni arriva il Lucento, ambiente più competitivo e subito le prime attenzioni importanti: Juventus e Torino lo chiamano per i provini.
Con la Juventus arriva la svolta: sette mesi di valutazione con l’Under 12 e la firma. Tre stagioni in bianconero, condizionate dal Covid ma decisive per la crescita. «Alla Juve impari cosa vuol dire tenere il livello alto tutti i giorni», racconta. La scelta successiva è la Sisport: un contesto più equilibrato, ideale per maturare. E i risultati arrivano: quattro stagioni, due titoli regionali, fasi nazionali, prestazioni importanti. Contro il Latte Dolce in terra sarda lascia il segno con una doppietta che fotografa bene il suo repertorio.
Poi, lo stop. Alla visita medica di luglio emergono aritmie: idoneità negata, attività sospesa. Esami, consulti, e la scelta obbligata: operarsi. Baltera si mette in lista, viene chiamato prima del previsto e risolve rapidamente. L’intervento riesce, il recupero procede senza intoppi.
Il rientro arriva a fine novembre, nella sfida contro l’Spazio Talent Siccer. Entra al 32’ del secondo tempo. Dopo pochi minuti si presenta: mancino di prima intenzione, di poco fuori, su passaggio di tacco di Malfatti. Il momento decisivo arriva al 44’: ancora Malfatti lo serve, Baltera attacca lo spazio e stavolta colpisce. Destro secco ad incrociare, preciso, palla in rete. E lì la scena cambia: compagni che lo travolgono in un abbraccio pieno, tutta la panchina in piedi, il pubblico che si alza e non lascia intendere: è ovazione. Non è retorica: è un segnale chiaro di quanto fosse atteso quel ritorno.
Sul ruolo, Baltera rimane pragmatico: «L’errore fa parte del mestiere. Se sbagli, pensi subito alla prossima giocata».
Poche parole, la mentalità giusta. Il gol non vale soltanto una vittoria. Vale un rientro, una continuità ritrovata, e soprattutto la sensazione che il percorso sia ripartito davvero.



