FOCUS - La città di Chieri è divenuta per un giorno il centro del mondo del calcio. Spalti gremiti, tra tifosi, addetti ai lavori e semplicemente curiosi, tutti al centro sportivo Rosato per vedere in azione il Paris Saint Germain. La collaborazione tra l'agenzia Strikers, i francesi e il Chieri ha portato alla nascita de: Il Bello del Calcio - PSG Talent Cup. Manifestazione per i pulcini 2016 che nella mattinata ha vissuto la fase a gironi e poi nel primissimo pomeriggio la final four che ha visto trionfare la Juventus. Fase finale che non ha visto protagonisti parigini, usciti anzitempo per mano del Como e di un rigore non fischiato proprio ai transalpini.
Non è usuale vedere da vicino una realtà come quella del Paris Saint Germain. Società ormai da anni nell'élite del calcio mondiale e campione d'Europa in carica. La nostra Italia non è più il centro del mondo a livello calcistico, lo siamo in altri sport tipo la pallavolo, il tennis, lo stiamo diventando nella Formula 1 e stiamo provando a tornare su nella Moto Gp. Il calcio si evolve e noi restiamo attaccati alle nostre radici, sicuri di essere i migliori allenatori, i migliori direttori, i migliori giocatori o presidenti. Ormai è palese a tutti che però non è più così. Non è tutto da buttare, ad esempio nella nostra regione vi sono Juventus e Torino, due settori giovanili e scuole calcio che mandano in giro per l'Europa annate che dominano e fanno accademia. Tuttavia, non si può non approfittare di manifestazioni del genere, che ti danno la possibilità di vedere da vicino realtà top, da cui imparare per poter ripartire, perché ricordiamoci che tra pochi giorni ci sarà il play-off mondiale e in campo non scenderanno solo gli 11 scelti dal c.t. Gattuso, ma tutto il nostro movimento calcio.
Nella foto i bambini di PSG ed il Lascaris dopo il match vinto dai francesi
Abbiamo, quindi, osservato da vicino i parigini, provando a scoprirne segreti ed abitudini.
ORGANIZZAZIONE MANIACALE
Il calendario del torneo li ha certamente aiutati, ma il Paris Saint Germain aveva studiato tutto fin da subito. Nella domenica di Chieri la pioggia non ha lasciato tregua, se non per qualche piccolo istante sporadico, e i parigini dopo ogni singola partita tornavano al caldo dl loro spogliatoio, non per giocare, per scherzare, ma per riposarsi, parlare della gara appena conclusa e focalizzarsi su quella successiva. Ma non è solo questo. Al seguito dei 12 bimbi vi erano 4 persone, 2 tecnici "di campo", 1 tecnico per i portieri, sempre pronto a dare indicazioni più sul gioco, sulla smarcatura e sul passaggio dei piccoli Maignan piuttosto che sulle parate e poi un dirigente. Proprio il dirigente si è reso protagonista di un episodio davvero pazzesco per i nostri campi di provincia. Nel match contro il Como, i francesi si presentano in maglia bianca, lo stesso fanno i lariani e il dirigente transalpino senza fiatare, appena nota la troppa somiglianza tra le due divise, vola nello spogliatoio, raccatta le 10 maglie dei giocatori di movimento, già maniacalmente pronte e le consegna ai suoi ragazzi. Tempo perso: nullo.
JOUER-GIOCA
Questa la parola più utilizzata dal tecnico francese durante tutte le tre partite disputate dai suoi bimbi. Una parola che trasmette un concetto chiaro: giocare sempre, divertirsi sempre, liberi e spensierati. Ecco, proprio liberi e spensierati sono la chiave. L'allenatore dei parigini non dava istruzioni tattiche, non dettava moduli o posizioni in campo. I suoi piccoli campioni erano liberi di muoversi, sprigionare la loro incredibile tecnica, unita a forza fisica invidiabile e soprattutto intelligenza. Nel corso del torneo è capitato più volte che il difensore centrale si staccasse per giocare e il centrocampista, senza ricevere alcuna indicazione, andasse ad occupare lo spazio lasciato libero dal proprio compagno.
Abbiamo scambiato due parole con l'istruttore blue che ha sottolineato che nei loro pulcini si gioca il calcio vero, senza fuorigioco ovviamente, ma con meno restrizioni che in Italia. Infatti nei nostri pulcini vige la regola "no pressing" che regala al portiere la possibilità di giocare con i piedi senza ricevere pressione per ben 6 secondi. Norma che ha sicuramente aumentato i compiti e le abilità nel gioco con i piedi dei numeri 1, ma che secondo l'allenatore, vista l'evoluzione del calcio, dovrebbe essere alla base dell'insegnamento e non perché una regola, a suo dire "no sense", ti regala questo vantaggio. Quindi un insegnamento atto al miglioramento futuro e non una tattica per raggiungere il mero risultato di una singola partita. In Francia non si guarda all'oggi, ma al domani quando questi bimbi potranno essere il serbatoio da cui pescare per le future nazionali.
IL PERCORSO NEL TORNEO
Non è stato un torneo semplice per il Paris Saint Germain. Il girone studiato per loro li metteva di fronte ad una delle migliori realtà delle nostre scuole calcio, ovvero il Lascaris, poi il Chieri e il Como. Nella prima gara, quella che inaugura la manifestazione, il club della capitale transalpina gioca contro i padroni di casa biancoazzurri. 10' per ambientarsi con campo, clima e regole e poi lo strapotere PSG esce. Il Chieri le prova tutte ma i galletti sono un altro mondo e vincono 10-0. Nel 2° incontro, c'è il Lascaris. Il copione è sempre lo stesso: pressing altissimo per non far uscire gli avversari e appena possibile colpirli. Alla fine è poker, 4-0 per i francesi. Un risultato che non si allarga grazie alle tante prodigiose parate del portiere lascarino Vaio. E poi la sfida decisiva con il Como. I lariani hanno in totale segnato un gol in più e pertanto serve obbligatoriamente la vittoria per guadagnarsi la final four. I comaschi sono una squadra forte, una sorpresa e non LA sopresa sono per la presenza nel torneo del Monza. Lariani avanti 1-0 grazie ad un gol arrivato sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto velocemente e, forse, con palla in movimento. Alla prima vera difficoltà nel torneo il PSG reagisce da squadra vera, aumentando i ritmi e trovando a 8' dal termine il pareggio. Nel finale di partita il Como difende con le unghie e con i denti un risultato che sarebbe storico, il Paris Saint Germain attacca alla ricerca del gol qualificazione. All'ultimo minuto il centravanti parigino viene steso in area, ma per l'arbitro non c'è nulla. La panchina è furiosa, ma tutto si placa dopo pochissimi minuti. Termina quindi ai gironi il Bello del calcio del PSG, beffati per un solo gol di differenza.



