INTERVISTA - Dalla Calabria alla Toscana, passando per un lungo percorso in Piemonte e un’esperienza nelle Marche. Ex calciatore professionista, allenatore, direttore sportivo, osservatore e consulente di mercato, Vincenzo Catera continua il suo percorso nel mondo del calcio entrando a far parte del settore scouting del Grosseto, storica società toscana appena promossa in serie C. Un profilo che porta in dote esperienza, relazioni e una conoscenza approfondita del calcio giovanile italiano, maturata nelle esperienze con Gozzano, Pro Vercelli, Vis Pesaro e Tuttocuoio.
Vincenzo, cosa rappresenta per te questa nuova esperienza al Grosseto?
"È una nuova sfida che affronto con grande entusiasmo. Il Grosseto è una società importante, con una storia prestigiosa e una tifoseria appassionata. Quando mi è stata prospettata questa possibilità ho percepito subito la volontà di costruire qualcosa di serio e duraturo, soprattutto per quanto riguarda il lavoro sui giovani. Ci tengo a ringraziare le due persone che hanno contribuito in modo fondamentale al mio arrivo a Grosseto: Salvatore Artino, stretto collaboratore del presidente, e il direttore sportivo Filippo Vetrini".
Quale sarà il tuo contributo all'interno del settore scouting biancorosso?
"Metterò a disposizione l'esperienza accumulata in questi anni. Lo scouting oggi non significa soltanto osservare un calciatore, ma comprenderne il potenziale, il percorso di crescita e il contesto più adatto per valorizzarlo. L'obiettivo è aiutare la società a individuare profili interessanti e a costruire un patrimonio tecnico per il futuro".
Dopo tanti anni di lavoro in Piemonte, egli ultimi anni hai ricoperto ruoli diversi tra Vis Pesaro e Tuttocuoio. Cosa ti hanno lasciato queste esperienze?
"Sono state esperienze molto formative, che mi hanno permesso di ampliare ulteriormente le mie competenze e anche le mie conoscenze, anche se le soddisfazioni maggiori sono sempre arrivate dalla valorizzazione dei ragazzi. A livello personale, il prossimo passo sarà partecipare al corso a Coverciano per acquisire la qualifica da direttore sportivo professionista".
Nel corso della tua carriera hai seguito tanti giovani talenti. Cosa serve oggi a un ragazzo per arrivare al professionismo?
"Il talento rimane fondamentale, ma da solo non basta più. Servono mentalità, sacrificio, continuità e la capacità di affrontare le difficoltà. Molti ragazzi hanno qualità tecniche importanti, ma la differenza spesso la fa l'atteggiamento quotidiano. Inoltre è essenziale trovarsi nell'ambiente giusto, con persone che sappiano accompagnare il percorso di crescita".
Hai sempre sottolineato l'importanza di costruire percorsi personalizzati per i giovani. È ancora questa la tua filosofia?
"Assolutamente sì. Ogni calciatore ha tempi di maturazione diversi. Ci sono ragazzi pronti molto presto e altri che esplodono più tardi. Per questo credo che il lavoro di scouting e consulenza debba andare oltre la semplice valutazione tecnica. Bisogna capire quale sia il percorso migliore per ogni singolo ragazzo".
Quanto conta oggi la rete di conoscenze costruita negli anni tra professionisti, dilettanti e settori giovanili?
"Conta tantissimo. In questi anni ho avuto la fortuna di conoscere dirigenti, allenatori e osservatori in tutta Italia. Questo permette di confrontarsi continuamente e di avere una visione più ampia del movimento calcistico. Le relazioni, se costruite con serietà e credibilità, diventano uno strumento importante per il lavoro quotidiano".
Dal campo alla scrivania: guardando al tuo percorso, c'è un filo conduttore che lega tutte le tue esperienze?
"Credo sia la passione per il calcio e soprattutto per la crescita dei giovani. Da allenatore, da dirigente o da scout, il mio obiettivo è sempre stato quello di aiutare i ragazzi a valorizzare le proprie qualità e a trovare le opportunità giuste".
Che messaggio vuoi mandare ai giovani del vivaio del Grosseto?
"Di lavorare ogni giorno con umiltà e determinazione. I sogni sono importanti, ma devono essere accompagnati dall'impegno. Nessuno regala niente, però chi dimostra qualità, serietà e voglia di migliorarsi può costruire un percorso importante. Il nostro compito sarà quello di mettere i ragazzi nelle condizioni migliori per esprimere il loro potenziale".



