Martedì, 31 Marzo 2026
Martedì, 31 Marzo 2026 15:09

Under 17 regionali - Stagione stupenda del Nichelino Hesperia coronata con il terzo posto, il mister Barberis: "Pensavamo a salvarci e ora ce la giochiamo con tutti"

Scritto da
Carlo Barberis con la coppa del torneo Caduti di Superga Carlo Barberis con la coppa del torneo Caduti di Superga

INTERVISTA - Il mister del Nichelino Hesperia Carlo Barberis ci svela i retroscena dell'incredibile stagione che stanno facendo i suoi ragazzi, culminata con un'incredibile qualificazione alle fasi finali arrivando dietro solamente a Chisola e Sisport: "Ho capito presto che potevamo raggiungere buoni risultati, adesso il sogno continua e vogliamo goderci questa stagione fino all'ultimo, alle finals ce la giocheremo con tutte"


Una stagione da incorniciare quella del Nichelino Hesperia che, grazie alla vittoria per 2-1 nel recupero con il Mirafiori, si garantisce la matematica certezza del terzo posto nel girone E e quindi di un posto alle fasi finali regionali. Un'impresa considerando che i biancorossi si sono tenuti alle spalle squadre particolarmente blasonate come Vanchiglia, Asti, Chieri e Cbs grazie allo spirito di gruppo, alla costanza di rendimento e alla grande mole di gol segnati, dato a cui ha contributo in maniera non indifferente il bomber Mainiero arrivato alla spaventosa cifra di 33 reti segnate solamente in campionato.

L'allenatore del Nichelino Carlo Barberis ci ha raccontato da dove nasce tutto ciò che di positivo è stato fatto quest'anno: "Avevo visto la squadra prima di allenarla in un torneo a giugno e sapevo che avremmo potuto fare un bel campionato, poi quando sono usciti i gironi la prima cosa che ho pensato è stata quella di salvarci il più velocemente possibile, non per sfiducia nei confronti dei miei giocatori, anzi, ma perché c'erano tante squadre forti sulla carta, però ho trovato un gruppo predisposto al lavoro e questo è stato possibile grazie a Bert, Greco e tutti gli allenatori che hanno avuto prima di me con cui hanno fatto un bel percorso, poi partita dopo partita abbiamo preso consapevolezza dei nostri mezzi ed è iniziato a venire tutto da sé, ci siamo anche tolti la soddisfazione di vincere il torneo Caduti di Superga". 

In che momento avete iniziato a credere veramente in questa qualificazione alle Finals?
"Ho cominciato a capire che potevamo giocarcela con tutti quando vedevo sempre tutti presenti e che andavano ai 200 all'ora agli allenamenti, i risultati si sono visti perché abbiamo fatto 96 gol, è vero che ci sono state partite dove abbiamo concesso un po' troppo agli avversari, ad esempio nel 5-5 con il Vanchiglia o nella sconfitta contro il Mirafiori, ma con qualche accorgimento tattico come lo spostamento di Cochior in difesa e Scorzoni a centrocampo e il passaggio dal 4-3-3 al 4-4-2 ci siamo rimessi a posto ritrovando solidità. Adesso ci aspettano le fasi finali conquistate con uno straordinario terzo posto, finiremo nel quadrangolare con il Chisola, che è molto forte, e con altre squadre che sono sicuramente alla nostra portata, quindi il sogno continua e cerchiamo di goderci questa stagione fino a giugno senza pensare ancora a quello che succederà in futuro, ma se siamo arrivati fin qui il merito va dato anche a chi ci ha fatto forse svoltare veramente, chi ha giocato meno, come Meoli, Castellengo, Prela, Beltramino che quando sono stati chiamati in causa si sono fatti trovare pronti e non hanno mai fatto sentire la mancanza dei titolari. Ci tengo poi a mandare un grosso augurio ai ragazzi che si sono fatti male ad inizio stagione, quindi Grassitelli e Boenzi sperando di rivederli in forma a settembre"

Quanto è importante avere un gruppo di lavoro coeso?
"Tantissimo, quindi devo ringraziare innanzitutto la società per aver messo a disposizione del mio staff una rosa competitiva e per aver contribuito a creare un clima sereno e disteso. Un ruolo fondamentale lo hanno certamente tutte le persone con cui lavoro ogni giorno: il mio secondo Patrizio Sarracino di cui mi fido ciecamente e i miei dirigenti Walter Lupo, Ivan Ottaviani e Leo Bianco sempre presenti, sono figure molto importanti per lavorare al meglio. Inoltre i ragazzi percepiscono questa unione che c'è tra di noi e sono a loro volta un gruppo fantastico, sono cresciuti insieme e sono amici anche fuori dal campo, apprezzo soprattutto l'inclusività e l'accoglienza che mostrano quando arriva un ragazzo nuovo, facendo in modo che si senta subito uno di noi".
 

Registrati o fai l'accesso e commenta