VERDETTI - Giornate concitate per il Giudice Sportivo, con tempi molto ristretti per risolvere le diatribe. Sul campo nulla di fatto con i verdetti della settimana, resta la gravità di quanto visto in Aygreville-Saluzzo, finita per fortuna senza gravi conseguenze.
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Finisce con un nulla di fatto la querelle tra Psg e Area Calcio Alba Roero in merito alla gara di qualificazione che si sarebbe dovuta disputare il 23 maggio. Sul campo del Psg il direttore di gara ha rilevato che una delle due porte avesse un'altezza non omogenea, in alcuni punti anche oltre i 2cm di tolleranza ammessi da regolamento (altezza regolamentare pari a metri 2,44). Nonostante i padroni di casa si siano attivati subito per cercare di risolvere la situazione, dopo un'ora non si riusciva a sistemare il tutto e così l'incontro è stato sospeso. Da comunicato uscito il 25 maggio, il Giudice Sportivo riporta come l'Area Calcio abbia presentato riserva scritta circa le dimensioni delle porte del campo 9 minuti prima dell'orario previsto per l'inizio dell'incontro, mentre il preannuncio di reclamo che il Psg intendeva effettuare fosse inammissibile, in quanto prodotto per la mattina del 24 maggio, con il termine ultimo fissato per la mezzanotte del giorno della gara. 3-0 a tavolino in favore dell'Area Calcio Alba Roero quindi, ma i padroni di casa non ci stanno ed emettono un comunicato dove criticano anche il comportamento degli ospiti, riferendo di pressioni continue nei confronti del giovane direttore di gara, che non avrebbe quindi potuto gestire a dovere la situazione. Dal canto loro gli albesi ribattono contestando questa visione, sostenendo di aver "...mantenuto un atteggiamento collaborativo nei confronti della società ospitante PSG, accogliendo la richiesta di anticipare la gara dal consueto orario della domenica mattina al sabato pomeriggio, così da andare incontro alle esigenze organizzative e logistiche manifestate dalla società di casa. [...] ...ogni decisione è stata assunta esclusivamente dal Direttore di gara, senza alcuna pressione o richiesta da parte di AREA CALCIO o del proprio staff tecnico". Il Psg risponde ancora e prepara il ricorso alla Corte Sportiva di Appello, ma viene anticipato dalla Corte Sportiva Territoriale con una PEC in cui viene ritenuto inammissibile il ricorso. La società si esprime quindi così: "Non è chiaro a quale ricorso facesse riferimento la comunicazione ricevuta, dal momento che sia il preannuncio di reclamo sia il successivo deposito delle motivazioni risultavano nei termini regolamentari previsti e che, al momento della comunicazione ricevuta, le argomentazioni del reclamo non erano ancora state trasmesse e pertanto non potevano evidentemente essere conosciute né valutate. Il PSG Calcio ritiene che quanto accaduto rappresenti una grave compressione del diritto alla difesa, poiché è stata di fatto negata alla società la possibilità di depositare le proprie argomentazioni entro un termine che, al momento della comunicazione ricevuta, non era ancora scaduto. L’inammissibilità di un ricorso può infatti derivare dalla tardività del deposito oppure dal contenuto delle argomentazioni presentate. In questo caso, tuttavia, i termini erano ancora pienamente aperti e le motivazioni del reclamo non erano state ancora depositate. La Società precisa inoltre che il preannuncio di reclamo era stato regolarmente presentato entro le ore 24 del giorno di pubblicazione del comunicato previste dal regolamento federale. Il PSG Calcio ha immediatamente inviato una PEC alla Corte Sportiva d’Appello chiedendo la riapertura dei termini del ricorso. In mancanza di un riscontro favorevole, la Società valuterà di rivolgersi entro 30 giorni al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, ritenendo che la vicenda rappresenti una manifesta violazione del diritto alla difesa".
Sul comunicato uscito martedì 1 giugno ecco le motivazioni della Corte Sportiva di Appello, le riportiamo per intero:
"Giova premettere che nel caso di specie la procedura per presentare ricorso al Giudice Sportivo di primo grado ed eventualmente successivo reclamo alla Corte Sportiva d’Appello di secondo grado è regolata dalle disposizioni (c.d. “termini abbreviati”) previste dal C.U. LND n. 287 del 05.02.2026 per questa fase della stagione (che Questa Corte, come da pluriennale consolidata giurisprudenza interna, applica rigorosamente soltanto nei casi di reclamo aventi ad oggetto il risultato delle gare, come nel caso di specie). Pertanto, come previsto dal predetto CU LND n. 287/2026, la Società avrebbe dovuto presentare il preannuncio di ricorso di primo grado entro le ore 24:00 del giorno della gara (e quindi del 23.05.2026), e il successivo effettivo ricorso al Giudice Sportivo entro le ore 11:00 del giorno non festivo successivo a quello della gara (e quindi del 25.05.2026). Tuttavia, la Società ha presentato il preannuncio di ricorso di primo grado in data successiva al 23.05.2026, e precisamente il 24.05.2026, rendendo così inammissibile il relativo ricorso, così come giustamente rilevato nella pronuncia del G.S. reclamata, il quale, nonostante questo, ha deciso comunque di pronunciarsi nel merito del ricorso con le decisioni sopra richiamate, poi reclamante innanzi alla Corte scrivente.
Pertanto, posta l’inammissibilità già del ricorso di primo grado che, ex art. 78, co. 3, CGS., non può essere sanata con il reclamo di secondo grado, anche tale reclamo (rectius preannuncio di reclamo) deve dichiararsi inammissibile per le motivazioni che seguono. Sempre secondo le disposizioni del CU LND n. 287/2026, il preannuncio di reclamo di secondo grado deve essere presentato entro le ore 24:00 del giorno in cui è stata pubblicata la decisione del Giudice Sportivo (e quindi, nel caso di specie, entro le ore 24:00 del 25.05.2026, giorno in cui appunto è stato pubblicato il CU n. 110 sopra richiamato). Il successivo effettivo reclamo, sempre stando alle disposizioni dei c.d. “termini abbreviati”, deve avvenire entro le ore 10:00 del giorno successivo a quello di pubblicazione della decisione (e quindi, nel caso di specie, entro le ore 10:00 del 26.05.2026). Ebbene, la Società reclamante soltanto alle ore 16:21 del 26.05.2026 depositava presso la Segreteria di Codesta Corte soltanto il preannuncio di reclamo in oggetto, pacificamente oltre i termini previsti sia per il deposito del preannuncio sia per il deposito del reclamo stesso.
Pertanto, essendo superfluo attendere il deposito del reclamo vero e proprio essendo lo stesso sicuramente tardivo, la Corte, riunitasi “d’urgenza” secondo le disposizioni del medesimo CU LND n. 287/2026, ha deliberato l’inammissibilità del presente reclamo (rectius preannuncio di reclamo), in quanto viziato da una duplica (rectius triplice) inammissibilità: l’inammissibilità del preannuncio di primo grado e l’inammissibilità del preannuncio di secondo grado per violazione dei c.d. “termini abbreviati” e, quest’ultimo, anche per non essere stato seguito da regolare e tempestivo reclamo effettivo sempre nei termini predetti".
Ragion per cui viene confermato lo 0-3 a tavolino e l'ammenda per mancanza di conformità strutturale dell'impianto di gioco per la gara in oggetto. Al momento quindi la situazione è definita, vedremo se poi la società di Pino Torinese deciderà effettivamente di rivolgersi al Collegio di Garanzia.
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Calcisticamente si chiude con un nulla di fatto anche il reclamo effettuato dal Saluzzo in merito agli eventi di Aygreville-Saluzzo del 30 maggio, ma resta la gravità dell'episodio. A una manciata di minuti dal termine della partita infatti, sul risultato di 1-0 per i padroni di casa, un "tifoso" ha scavalcato le recinzioni entrando minacciosamente in campo, finendo per costringere il direttorie di gara a concludere anticipatamente la sfida. Gli ospiti presentano reclamo, ma tardivamente, quindi viene respinto e omologato il risultato, con il GS che sottolinea oltretutto: "In ogni caso dal referto arbitrale emerge come l'incontro sia da considerare come terminato e quindi il risultato del campo deve essere omologato". Alla società di casa viene comunque comminata un'ammenda, ridotta "...in ragione della circostanza che i dirigenti della squadra ospitante sono prontamente intervenuti per contenere il gesto, tanto che il soggetto non è riuscito aver un contatto fisico con qualche tesserato".
Resta comunque il gesto deprecabile di un adulto e il Saluzzo emette un duro comunicato per sottolineare la gravità del fatto.
"La Società Saluzzo avverte il dovere e la necessità di prendere una posizione pubblica e ferma in merito ai gravissimi fatti accaduti ieri durante la partita dei Play-Out Regionali. Vedere un adulto, un genitore, scavalcare una recinzione, invadere il campo e puntare con aggressività un calciatore minorenne è una scena che non avremmo mai voluto commentare. È un atto intollerabile che cancella in un secondo i valori di rispetto, lealtà e condivisione che ogni giorno cerchiamo di trasmettere ai nostri giovani.
Il calcio giovanile deve essere uno spazio sicuro. Nessun ragazzo dovrebbe mai trovarsi in lacrime all'interno di uno spogliatoio, spaventato e scosso, per colpa della follia di un adulto che ha confuso una partita di pallone con una resa dei conti personale.
Oggi la nostra priorità non è stata il risultato sul campo, né il cronometro. La nostra unica priorità è stata, e sarà sempre, la tutela emotiva e fisica dei nostri ragazzi. Di fronte alla paura e al turbamento psicologico dei nostri atleti, costringerli a rientrare in campo sarebbe stata una sconfitta ancora più grande della vergogna a cui abbiamo assistito. Abbiamo già provveduto a segnalare formalmente l'accaduto agli organi competenti, allegando tutte le prove video necessarie, affinché vengano presi i provvedimenti più severi. Certi episodi non possono e non devono passare sotto silenzio.
In un momento così vergognoso, ci teniamo a ringraziare sentitamente sia i nostri dirigenti e lo staff tecnico, sia i dirigenti della società avversaria, che sono intervenuti prontamente e con grande senso di responsabilità per proteggere i ragazzi, fermare l'esagitato e allontanarlo dal terreno di gioco.
Esprimiamo la massima vicinanza al nostro tesserato e a tutta la squadra. Lo sport che vogliamo noi è un'altra cosa. E noi continueremo a difenderlo".



