Giovedì, 12 Marzo 2026
Giovedì, 12 Marzo 2026 15:31

Under 15 regionali - Un bomber per tutte le stagioni: Diego Cerbone spinge a suon di gol il suo Volpiano Pianese

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Diego Cerbone Diego Cerbone

INTERVISTA - Punto di riferimento offensivo della perfetta macchina da gol Foxes che ha cannibalizzato il girone B, andiamo alla scoperta di uno dei leader del Volpiano Pianese, un veterano ormai della società, che dopo l'entusiasmante cavalcata dello scorso anno si sta ripetendo migliorando partita dopo partita.
 


"Parliamo innanzitutto di un ragazzo intelligente, educato e consapevole delle proprie capacità. Diego è un attaccante centrale molto bravo a raccordare il gioco di squadra e soprattutto nel giocare spalle alla porta. Ha il fiuto del gol come pochi e ancora ampi margini di miglioramento. Conoscendo la sua voglia di sacrificarsi e di migliorarsi, siamo certi che continuerà a crescere e noi tutti gli auguriamo il meglio".

Con queste parole il tecnico Andrea Mandes descrive uno dei trascinatori del suo Volpiano Pianese, un bomber letale i cui numeri già dalla scorsa stagione dicono tanto e il cui percorso di crescita prosegue incessantemente, ma con i piedi ben piantati per terra. Fin dalle prime battute infatti capiamo come Diego Cerbone ami far parlare il campo partita dopo partita, analizzando con serena lucidità il suo momento e quello della sua squadra.

Diego questo campionato sta andando molto bene e sei sempre più prolifico, è una bella responsabilità non trovi?
"Essere un punto di riferimento per la squadra è importante ed è qualcosa che mi galvanizza. Cerco di dare sempre il meglio e di crescere in quegli aspetti del gioco su cui ho più carenza. L'area di rigore è il posto in campo in cui mi sento più a mio agio e mi viene più facile fare gol, mi manca qualcosa nella velocità, aspetto su cui sto lavorando e sul quale continuerò a impegnarmi anche in futuro. Grazie alla fiducia del tecnico Mandes sto perfezionando sempre di più il mio gioco e se sto realizzando questi numeri è grazie a lui e al supporto di tutta la squadra. Devo ringraziare tutti i compagni che mi mettono nelle migliori condizioni per segnare e cerco di farlo in campo. Penso di essere un buon uomo squadra, sia sul terreno di gioco che negli spogliatoi, dove cerco di essere sempre disponibile, scherzo quando serve. Uno dei leader del gruppo, anche in virtù della lunga permanenza qui al Volpiano".

Dopo Ivrea è qui che ti sei formato per diversi anni, cosa ci puoi dire dell'ambiente?
"Questa è una società che ha nel settore giovanile il suo punto di forza e si vede, dalle strutture, dai tecnici preparati con cui si lavora. Tra i tanti, mister Mandes è sicuramente un punto di riferimento e da parte sua sento tanta fiducia. Ma ci tengo a ricordare anche Gabriele Falzone, che è stato il primo a credere nelle mie capacità come attaccante, e Simone Bertetto, con cui ho affinato ulteriormente queste capacità. Qui poi possiamo lavorare tranquillamente grazie all'ambiente creato dalla società. A questa età trovo assurdo avere pressioni se non si ottengono certi risultati, qui ci è permesso lavorare con serenità senza avere il fiato sul collo".

E i risultati parlano per voi. Ritieni possiate considerarvi tra i favoriti?
"Credo sia prematuro fare certi discorsi, i conti cominceranno quando inizierà la fase finale. I pronostici sono inutili e lo abbiamo dimostrato lo scorso anno. Eravamo un gruppo unito e forte, ma nessuno ci considerava per l'approdo in finale. E' stato bello smentire tutti, per questo la delusione dopo la sconfitta è stata relativa, penso abbiamo dato il massimo e ottenuto tanto arrivando inaspettatamente a giocarci il titolo regionale. Al momento stiamo andando benissimo, ma è giusto ragionare giornata dopo giornata, non facciamo pronostici".

Tra gli avversari affrontati o tra i tuoi modelli, puoi fare qualche nome in particolare?
"In campionato al momento abbiamo affrontato buone squadre come Vanchiglia e Pro Eureka su tutte e se devo fare un nome, un avversario che rispetto è Emanuele Biagi, difensore del Vanchiglia. Tra i miei modelli invece c'è di sicuro Zlatan Ibrahimovic. Mi piace non solo per come stava in campo, ammiro la sua forza fisica e la sua tecnica, ma è a livello di personalità che è un simbolo".

E come squadra, dove ti piacerebbe giocare?
"Sono tifoso del Napoli, la mia famiglia viene da lì e mi ha trasmesso la passione, sarebbe bello un giorno vestire quei colori. Se dovessi dire un club all'estero invece, il Barcellona, credo sia il più grande di tutti. Ma anche la Premier League per un attaccante sarebbe una bella destinazione".

Hai avuto contatti con il professionismo?
"Da quando sono nell'agonistica no, prima ho sostenuto provini sia alla Pro Vercelli che alla Juventus. Se non dovessi sfondare mi piacerebbe vivere comunque di calcio, magari come allenatore o direttore sportivo, ma al momento cerco di coltivare il mio sogno come giocatore, sapendo poi che è un mondo difficile. Come tanti ambiti ci sono ovviamente i pro e i contro, e credo uno dei più difficili quando emergi sia proprio quello derivante dalla popolarità. Oggi sei un idolo e dopo qualche prestazione insufficiente vieni affossato. E' una situazione che penso si debba imparare a gestire, ma vista la grande popolarità del calcio penso faccia parte del gioco".

Programmi per il futuro?
"Cerco di muovermi a piccoli passi, con obiettivi mirati nel breve periodo. Al momento vorrei battere il mio record di marcature, l'anno scorso sono state 38, attualmente sono a 35. Poi una volta iniziate le Finals verrà la parte difficile e vedremo partita dopo partita".

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