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Mercoledì, 09 Febbraio 2022 15:48

Il ritratto di Isha Johansen, la Signora del calcio della Sierra Leone, alla sua prima partecipazione alla Coppa d'Africa

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14ª PUNTATA / L'ERBA DEL VICINO - Dopo il Qatar e la Norvegia, il viaggio intorno al mondo di Mattia Pintus ci porta in Africa, sul Golfo di Guinea. “La narrativa sulla Sierra Leone racconta di bambini soldato. Ho pensato che attraverso il linguaggio del calcio e il potere del calcio, avrei potuto cambiare quella narrativa” racconta Isha Johansen, prima donna in assoluto a diventare presidente di una federazione calcistica, personaggio controverso, sempre in bilico miracolo e mistificazione


Siamo nel 1822, affacciati sul golfo di Guinea. La American Colonization Society, organizzazione privata statunitense, non ha dubbi: la lingua di terra più esposta sull'Atlantico e che fa da confine al golfo, sarà la terra promessa. Per chi? Per gli ex schiavi africani che, liberati, compiranno il viaggio opposto a quello che - in catene - li ha portati ad essere la risorsa più preziosa per l'economia USA. Schiavi, appunto, deportati e poi rispediti al mittente, con la speranza, o meglio, la promessa, di rifarsi una vita nella terra natia. Quel pezzo di terra, da allora e ancora oggi, si chiama Liberia. Un progetto figlio del primissimo imperialismo americano e che, duecento anni e due guerre civili dopo, perdura, guidato da un presidente molto famoso nel nostro paese, non certo per questioni politiche: George Weah. La Liberia però, non è l'unico stato africano nato con i migliori auspici di dare asilo a chi, per costrizione, non ha più né nome né patria. Proprio lì accanto, al confine occidentale, la Liberia cede il passo alla Sierra Leone. Anche questo paese, qualche anno prima, è stato fondato dagli inglesi con intenzioni simili: si chiama infatti Freetown il primo insediamento che gli inglesi costruiscono, proprio lì, dove la stessa città diventerà capitale del nuovo stato.

Siamo a gennaio e, per chi segue il calcio, gennaio è sinonimo anche di Coppa d'Africa. La Sierra Leone, quest'anno, è riuscita a strappare la sua prima e storica partecipazione alla competizione più pittoresca dedicata alle nazionali che la Fifa propone. Un traguardo significativo, se non altro per le vicissitudini che hanno afflitto il paese: anche in Sierra Leone, analogamente alla Liberia, i buoni propositi di essere un'isola felice nel deserto di disperazione africano sono naufragati, sotto i colpi dell'Ebola prima, del Covid poi e di una povertà diffusa che ha fatto da fil rouge a tutta la storia nazionale. Per questo motivo, ma non solo, la qualificazione della Sierra Leone alla Coppa d'Africa assume un significato particolare. Un successo che ha in Isha Johansen una delle sue figure di riferimento. Figura che, come spesso accade quando si parla di stati africani, risulta alquanto controversa.

Isha Johansen, infatti, è la Signora del calcio della Sierra Leone. Prima donna in assoluto a diventare presidente di una federazione calcistica (nel 2013), Isha ha gettato le sue radici nel football locale dieci anni prima, quando ha fondato il FC Johansen. La squadra, nata nel 2004, si è proposta fin da subito con una missione che non suona certo nuova da quelle parti: essere la terra promessa dei giovani sierraleonesi. Passano appena quattro anni dalla fondazione del club quando la squadra u16 di allora batte in finale di Swiss Cup il Liverpool. Il metodo di Isha Johansen, sorella di Abdul Tejan-Cole, Commissario della Commissione Anti-Corruzione in Sierra Leone, e moglie del console di Norvegia e Svezia Arne Birger Johansen, attira le attenzioni dei vertici governativi della Sierra Leone che, fin da subito, vedono di buon grado una sua possibile candidatura a capo della federazione nazionale. Così, nel 2013, con gli endorsment di ministri e potenti dello stato, Isha batte alle elezioni il suo principale avversario, Mohamed Kallon, ex centravanti dell'Inter. Gli screzi tra i due raggiungono vette da teatro dell'assurdo, ma non è solo la rivalità con Kallon (e con il suo Kallon FC) a preoccupare la neopresidentessa. Infatti, ad appena un anno dalla nomina, l'infezione di Ebola scoppiata nella vicina Guinea arriva anche in Sierra Leone: le altre nazionali, coinvolte nelle qualificazioni di Coppa d'Africa e che devono affrontare la Sierra Leone, cominciano a cancellare gli impegni. I giocatori della nazionale colpita dalla malattia si sentono trattati come appestati. Inizia un calvario che coinvolgerà tutti gli stati del golfo e che durerà almeno fino al 2016. Anche se gli strascichi del virus - 11325 morti su circa 28 mila casi conclamati - verranno riassorbiti, qualche anno più tardi, dal Coronavirus che ha messo in ginocchio il mondo intero dal 2020.

“La narrativa sulla Sierra Leone racconta di bambini soldato. Ho pensato che attraverso il linguaggio del calcio e il potere del calcio, avrei potuto cambiare quella narrativa”. Con queste dichiarazioni, rilasciate alla CNN il 1 maggio del 2021, Isha racconta il sogno che ha provato a costruire. Attualmente, siede al tavolo di consiglio della Fifa, ed è ormai una figura di riferimento del calcio africano, non solo della Sierra Leone. Le guerre di potere, spesso, lasciano zone d'ombra anche sulle migliori intenzioni, quando si parla di politica - calcistica e non solo - in Africa. Per questo, è sempre complicato esprimere giudizi netti sui personaggi pubblici. E per questo, non è nostra intenzione farlo. La storia di Isha resta quindi appesa tra il miracolo e la mistificazione, tra i flagelli di una nazione senza pace e uno sport, il calcio, che ha dato finalmente un motivo di speranza, almeno per questo 2022 appena iniziato. Ed il modo migliore per chiudere, è riprendere le parole di John Keister, inglese di nascita, sierraleonese di origine e, oggi, ct della nazionale: “La nostra è una Nazione con un sacco di cicatrici. La guerra, Ebola, ne abbiamo passate molte. Il calcio non è sempre stato là per dare un po’ di sollievo, e un pizzico di speranza. Noi oggi ci siamo. È questo, l’obiettivo che vogliamo provare a raggiungere”.
 

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Febbraio 2022 16:10

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